L’appello di Coldiretti Ferrara per l’etichettatura


Il 50% della spesa è ancora anonima: servono più informazioni ai
consumatori.
Il ripetersi di emergenze alimentari, come l’ultima legata al latte e alle
uova alla diossina tedesche, rende di vitale importanza garantire la
trasparenza dell’informazione sui prodotti alimentari per un paese come
l’Italia che è grande importatore di materie prime.
Lo ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Mauro Tonello, nel
commentare positivamente l’annuncio del Ministro delle Politiche agricole, Galan, dell’approvazione definitiva della legge nazionale sull’etichettatura d’origine, prevista per il prossimo 12 gennaio.
Una legge nazionale ­ evidenzia Tonello – che dovrà tamponare una carenza comunitaria sull’etichettatura che oggi più che mai si dimostra
clamorosamente incomprensibile.
Il via libera all’indicazione obbligatoria dell’origine è fortemente
sostenuta dalla Coldiretti e da praticamente la totalità dei consumatori,
come testimonia anche un sondaggio di Coldiretti-Swg secondo il quale il 97 per cento degli italiani considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di provenienza della componente agricola contenuta negli alimenti. Colmare questo ritardo è dunque un risultato importante nell’interesse degli imprenditori agricoli e dei cittadini.
E su questo tema stona decisamente il continuo richiamo di certi “esperti” dell’agroalimentare che bollano come inutile lavorare ad una legge nazionale visto che la competenza dovrebbe essere comunitaria.
Certo che la competenza piena è quella degli organi UE, in primis della
Commissione, ma se non si parte con iniziative nazionali nulla si muove a
Bruxelles e dintorni e nulla fanno, di fatto, i nostri “autorevoli
rappresentanti”, salvo appunto lagnarsi di competenze non tenendo in conto né l’interesse delle imprese agricole, né l’interesse dei consumatori. Non si capisce altrimenti come dalla UE non arrivino mai provvedimenti seri e decisi a tutela degli agricoltori e delle filiere agricole che garantiscono origine, rintracciabilità, salubrità e sicurezza e quindi della salute dei consumatori, lasciando ampi spazi ad industrie senza scrupoli che continuano ad immettere nei cicli produttivi scarti, rifiuti, materie prime non conformi e altre schifezze di cui poi pagano il conto i cittadini ed i produttori, danneggiati anche se nel nostro paese i controlli si fanno e garantiscono la nostra salute.
Negli ultimi anni solo attraverso la mobilitazione continua a favore della
trasparenza dell’informazione, la Coldiretti, con l’appoggio dei consumatori e spesso con l’indifferenza se non la contrarietà del resto del mondo agricolo, è riuscita a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma l’etichetta resta anonima per circa la metà della spesa dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta.
Occorre intervenire per non rincorrere le emergenze in un Paese come
l’Italia che è forte importatore e dove due fette di prosciutto su tre
vendute come italiane sono in realtà provenienti da maiali allevati
all’estero, tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono
stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta
ottenuta da grano non coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori e la metà delle mozzarelle fatte con latte o addirittura cagliate straniere, che chi acquista non può sapere perché non obbligatorio indicarlo in etichetta.
Con l’approvazione del provvedimento sull’obbligo dell’etichettatura
l’Italia ha l’opportunità di svolgere un’azione di leadership in Europa
nella tutela della qualità e sicurezza dei consumatori.

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