L’Atlante degli spumanti d’Italia

L’Italia ha finalmente una opera completa dedicata ai produttori e territori di vini spumanti. Dopo i primi due volumi dedicati al metodo classico, il nuovo atlante è dedicato al metodo italiano. Una “summa” dei vini spumanti e delle bollicine che chiarisse le grandi differenze fra vini, tipologie, metodi, territori, vitigni, Docg e Doc. Proprio anche fra Docg e Doc. Una “pietra miliare” letteraria che sicuramente nel tempo necessiterà di ammodernamenti, inserimenti, ma da qui si deve partire per comprendere la espressione territoriale e quella non geografica di questo vino. Editore Carlo Cambi, scritto da Andrea Zanfi, foto di Giò Martorana e introduzione storica di Giampietro Comolli. Attilio Scienza illustra i legami fra viticoltura e ampelografia, Giulio Bava e Piergiorgio Cane scrivono del metodo e dell’enologia. Successo di un metodo, di un gusto moderno e giovane, espressione nazionale, per questo chiamato “italiano”. Trend in crescita per “valore/identità” del prodotto, non più rapporto qualità/prezzo che ha per anni bloccato in prima fascia i vini italiani. Oggi la migliore tecnologia di cantina consente anche alle piccole cantine di produrre elevata qualità con l’uso di grandi recipienti.
L’ATLANTE DEGLI SPUMANTI D’ITALIA – metodo italiano è dedicati alle bollicine Docg e Doc e a quelle ottenute dal vitigno, dal Moscato al Glera, dallo Chardonnay al Riesling, dal Muller Thurgau alla Malvasia, dall’Ortrugo al Lambrusco. La penna di Andrea Zanfi racconta 66 storie di vita e di produttori eccellenti che presentano la loro migliore produzione di cui 26 case spumantistiche con sede nei comuni dell’Altamarca Trevigiana, definita oramai dai più “la patria delle eccellenti bollicine metodo italiano”, ma anche le Colline del Prosecco, ovvero la autentica, autoctona, unica, inconfondibile, esclusiva risposta italiana ad altre aree di grande vocazione europea spumantistica. Settore e comparto economico, oggi fra i più positivi della bilancia agroalimentare italiana nel mondo. Ovse ( Osservatorio Economico Nazionale delle bollicine Italiane www.ovse.org) stima in circa 400 milioni le bottiglie stappate nel 2011 (+10% circa rispetto al 2010). Una tipologia di vino che non sente la crisi soprattutto all’estero, ha sottolineato Giampietro Comolli, nella serata di prima presentazione del volume a villa dei Cedri a Valdobbiadene. Comolli ha sottolineato inoltre che il volume contribuisce a fornire chiarezza e ulteriore promozione al movimento produttivo delle bollicine italiane. Il tassello conclusivo che mancava e che consentirà adesso a tutti i lettori, siano essi semplici appassionati o professionisti del mondo del vino, di avere una fotografia dettagliata del movimento spumantistico italiano e dei suoi protagonisti.
Per ordinare il volume: www.carlocambieditore.it

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