Latte, carne, ogm: la decisione deve essere europea

In una riunione svoltasi questa mattina a margine della sessione del Consiglio dei ministri agricoli a Bruxelles, il presidente della Cogeca Paolo Bruni ha incontrato Sabine Laruelle, ministro belga e presidente di turno dell’UE. Bruni ha innanzitutto sollecitato la presidenza belga ad adottare tempestivamente proposte legislative per il settore del latte, in linea con le conclusioni del Gruppo di alto livello: “riteniamo in particolare prioritario – ha sottolineato Bruni – rafforzare il potere contrattuale degli allevatori attribuendo un ruolo più decisivo alle cooperative e a alle organizzazioni di produttori oltre che assicurare una produzione stabile e competitiva tramite strumenti di mercato in grado di attenuare la cronica volatilità dei prezzi; tutte queste misure debbono essere attuate, ha precisato Bruni, tenendo conto che il mercato lattiero caseario – come quello della maggior parte delle produzioni agricole – va oramai valutato su scala europea e non più nazionale” Dopo aver ribadito l’opposizione alla riapertura dei negoziati con il Mercosur, che metterebbe a repentaglio milioni di posti di lavoro in particolare della filiera europea delle carni, il presidente della Cogeca ha manifestato preoccupazione per il nuovo approccio della Commissione europea in materia di prodotti geneticamente modificati: “temiamo – ha affermato Bruni – che un’ampia discrezionalità lasciata agli Stati membri possa creare distorsioni di concorrenza tra produttori europei e minare il mercato interno, che necessita invece di regole comuni”.In conclusione Bruni ha manifestato l’appoggio dei produttori e delle cooperative europee all’iniziativa presentata oggi dal ministro Giancarlo Galan al Consiglio dei ministri agricoli in materia di origine dei prodotti trasformati a base di pomodoro: “si tratta – ha evidenziato Bruni – di una sensibilizzazione che va nella giusta direzione per contribuire ad arginare le massicce importazioni a basso costo dai Paesi terzi che sempre più arrecano gravi danni economici alle filiere produttive europee, un’iniziativa che privilegia il dibattito a livello comunitario rispetto a quello nazionale
Foto: cav. Paolo Bruni con Sabine Laruelle Presidente di turno del Consiglio
Agricolo Europeo

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