Latte: Confagri Piacenza, aggregarsi per difendere le quotazioni

Dopo un 2011 ed un inizio 2012 caratterizzati da prezzi stabili e tutto sommato abbastanza soddisfacenti, la nuova campagna di produzione di latte si apre con una forte criticità riguardo ai valori in campo, tanto da rendere difficile qualsiasi tipo d’accordo. Gli allevatori sono stritolati da costi di produzione crescenti, da procedure e norme vessatorie e dalla mala burocrazia, a fronte delle quali nulla è stato loro riconosciuto in termini economici, da nessuno dei soggetti a valle della produzione, attestando dunque la perfetta inutilità commerciale degli impianti normativi ai quali è stato sottoposto il settore. Dopo anni in cui i prezzi non coprivano neppure i costi produttivi è stato fisiologico cercare di produrre un po’ di più non appena le condizioni del mercato lo hanno consentito e questo ha conseguentemente inciso in senso peggiorativo sul prezzo. “I motivi che condizionano negativamente il mercato sono chiari – spiega Filippo Gasparini, Presidente della Sezione di Prodotto Lattiero-casearia di Confagricoltura Piacenza- il primo e più importante è costituito dall’aumento dell’offerta di prodotto nazionale, ma anche francese e tedesco. I tedeschi, anche a causa dell’euro forte e dei prezzi internazionali bassi, preferiscono collocare latte in Italia anziché produrre latte in polvere. I francesi hanno prodotto di più e riescono a collocare sul nostro territorio latte a prezzi di saldo, favoriti nei canali di commercializzazione dall’acquisizione delle nostre aziende di trasformazione più dimensionate. Contestualmente, la nostra produzione è aumentata, se non altro per l’ultimo aumento di quota assegnataci dall’UE su discutibile richiesta dell’allora ministro dell’agricoltura Zaia per soddisfare le frange degli splafonatori rimasti. In questo contesto già critico ci sono altri fattori concomitanti che aggravano la situazione da un lato il calo dei consumi interni arreca conseguente danno per la DOP di riferimento, il Grana Padano, il cui grosso della produzione è consegnato sugli scaffali nostrani. D’altra parte il Grana sconta la difficoltà di aumentare l’export (solo 0,6 del volume) anche a causa dell’euro forte e di campagne di promozione scarsamente incisive nei confronti di Paesi emergenti, subendo nel contempo una concorrenza interna dei similari che penetrano nel mercato italiano con un +27%, a causa del comportamento del consumatore che si rivolge sempre più verso prodotti più economici”. A questa situazione di mercato si è aggiunta la decisione del Consorzio Grana Padano, legittima dal suo punto di vista, di aumentare la contribuzione differenziata sulle forme fuori quota, che, di fatto, disincentiva i trasformatori a produrre più forme rispetto alla propria assegnazione. A quel punto – evidenzia Confagricoltura Piacenza – molte stalle che fornivano latte ai caseifici si sono ritrovate senza sbocco andando ad irrobustire l’offerta sul mercato dei formaggi molli e del latte alimentare. “Il mercato del latte non è nuovo a queste fluttuazioni di prezzo – spiega Gasparini – ma la sostanziale differenza, rispetto al passato, sta nella consistenza del fenomeno che origina profonde volatilità di quotazioni e che vede le sue cause nel disimpegno da parte della Comunità Europea rispetto a quei sistemi di salvataggio che negli ultimi quarant’anni hanno mitigato gli effetti del mercato. La diminuzione o la completa dismissione del sistema del prezzo d’intervento, oggi e la fine delle quote, domani, sono l’esempio di tale politica, con l’effetto ottovolante sulle quotazioni che a questo punto sono in completa balia della dinamica della domanda e dell’offerta. Inutile ripetere che l’unica strada, anche suggerita dalla nuova PAC, è quella di costituire organismi di controllo dell’offerta – conclude Gasparini – che siano in grado di gestire momenti di difficoltà e criticità del collocamento del latte come quelli che stiamo vivendo. A Piacenza il sistema è più maturo anche per la presenza di un forte coordinamento e di un sistema organizzato per cui la nostra provincia beneficerà di prezzi maggiori anche per allevatori non consorziati, nei confronti dei quali nessun industriale ha convenienza ad abbassare il prezzo”.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.