Latte, gli allevatori assediano lo stabilimento della Parmalat a Collecchio

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Si riaccende la guerra del latte dopo la rottura, avvenuta ieri sera, delle trattative sul prezzo alla stalla. Questa mattina centinaia di allevatori della Coldiretti, provenienti da diverse regioni, hanno dato il via a un blitz assediando con i loro trattori lo stabilimento della Parmalat a Collecchio, sede da cui partono le forniture per tutta Italia.
Circa 300 allevatori hanno bloccato l’accesso dello stabilimento e impediscono agli autocarri sia di entrare che di uscire. Un camion ha tentato di forzare il blocco ma e’ stato fermato dai manifestanti che si sono messi davanti alla motrice. La manifestazione e’ controllata dai carabinieri e al momento non si segnalano disordini. Il traffico pero’ ha subito pesanti ripercussioni, e sulla tangenziale di Collecchio si e’ formata una lunga fila di veicoli.
All’origine della mobilitazione c’è il prezzo pagato dagli industriali agli allevatori: che è crollato del 30% rispetto allo scorso anno ed è tornato sui livelli di venti anni fa.
A rischio – sottolinea la Coldiretti – ci sono 43 mila stalle con quasi 2 milioni di mucche e circa 200 mila occupati che producono un valore di oltre 22 miliardi di euro che rappresenta la voce piu’ importante dell’agroalimentare italiano. Se le difficolta’ sui prezzi sono diffuse in tutta Europa, l’Italia e’ pero’ – precisa la Coldiretti – l’unico paese produttore comunitario in cui il crollo dei prezzi riconosciuti agli allevatori si e’ verificato nonostante una sostanziale tenuta dei consumi e l’insufficiente produzione nazionale che arriva a coprire appena il 60% del fabbisogno. Nell’ultimo anno – denuncia la Coldiretti – sono arrivati in Italia dall’estero ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi. Il risultato – continua la Coldiretti – e’ che tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri e la meta’ delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero, ma nessuno lo sa perche’ non e’ obbligatorio indicarlo in etichetta. Stiamo reagendo – afferma Coldiretti – a quelli che rappresentano i due furti ai quali e’ sottoposta giornalmente l’agricoltura che subisce da una parte il furto di identita’ e di immagine e dall’altra di valore aggiunto con i prodotti agricoli sottopagati e prezzi all’origine imposti da uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi forti della filiera agroalimentare.

Quotazioni che – sottolinea la Coldiretti – stanno provocando la chiusura delle 43 mila stalle italiane (5.000 in Emilia Romagna, che producono 18 milioni di quintali di latte), mentre continuano le speculazioni: il prezzo allo scaffale del supermercato dai 30 centesimi al litro raggiunge la cifra di 1,35 euro, pari a un ricarico del 350% secondo il servizio sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole.

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