Latte: Istituto Zooprofilattico, il prodotto è sicuro e fa bene


Il latte e’ uno dei prodotti piu’ sicuri dal punto di vista microbiologico e l’Italia e’ un Paese con standard alimentari elevati. Lo dicono le statistiche. Ma nella penisola manca ancora una mappa dell’inquinamento chimico, e la percezione distorta del rischio da parte dei consumatori contribuisce a creare comportamenti schizofrenici dannosi per l’economia.
E’ un bilancio in chiaroscuro, tra fantasmi (molti) e rischi reali, quello emerso dal convegno ‘Latte: quale futuro per un alimento antico’, organizzato dall’Istituto Zooprofilattico della Sardegna a Cagliari. Due giorni dedicati al tema del latte e della sicurezza alimentare, tra virtu’ nutrizionali, allergie, allarmi e rischi per i consumatori, illustrati da alcuni dei maggiori esperti a livello regionale e nazionale. “La sicurezza alimentare e’ uno dei temi piu’ raccomandati dall’Unione Europea in termini di tutela della salute”, ha detto il commissario dell’Istituto, Maria Assunta Serra, “perche’ la storia recente ha dimostrato che l’impatto di alcuni allarmi sull’opinione pubblica, dalla BSE alla diossina, ha avuto ricadute enormi e spesso ingiustificate sull’economia. Per questo il nostro ente inaugura oggi una serie di ‘viaggi nella sicurezza alimentare’, per dare risposte all’opinione pubblica e contribuire a una corretta informazione dei consumatori”.
Il consumo di latte (sia diretto sia per le produzioni casearie) e’ cresciuto a livello mondiale da 95 chili pro capite del 2000 a 103 chili del 2009. “Questo per un duplice effetto dell’aumento dei consumi e della crescita demografica”, ha detto il professor Daniele Rama dell’Universita’ di Piacenza, “con un protagonismo crescente da parte della Cina e dell’Asia”. Il risultato e’ che se finora il latte si consumava grossomodo negli stessi luoghi di produzione (Europa 22% della produzione mondiale, 20,8% dei consumi) d’ora in poi diventera’ sempre piu’ un prodotto di esportazione, soprattutto con i formaggi. Sotto questo punto di vista e’ emblematico il caso della Nuova Zelanda, ha sottolineato Rama: “Dal 2000 al 2009 e’ passata dal 18 al 27% di export, di cui quasi un terzo destinato alla Cina”. “Le infezioni e tossinfezioni alimentari sono all’ultimo posto fra le cause di decesso in Italia, con un tasso di mortalita’ dello 0,64% ogni 10mila abitanti”, ha spiegato il responsabile scientifico del convegno, Antonio Fadda, che dirige il Centro latte e derivati dell’Istituto Zooprofilattico, “In questo quadro ristretto, appena l’1,7% degli episodi morbosi riguarda il latte e cio’ dimostra che la filiera lattiero casearia continua a essere una delle piu’ sicure per la salute dei cittadini”.

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