Latte: una road map per uscire dalla crisi

bovini latte 3 Prende forma la ‘road map’ dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, a Bruxelles, per aiutare i produttori di latte a uscire dalla crisi che ha messo in ginocchio l’intero settore in Europa. La riunione ministeriale ”benche’ informale, e’ stata importantissima – ha tenuto a sottolineare il ministro per le politiche agricole e alimentari Luca Zaia – in quanto per la prima volta vediamo una coalizione di 20 stati membri (tutti quelli del centro e sud dell’Europa compresa l’Italia) che lanciano I loro grido d’allarme e presentano possibili vie d’uscita alla crisi del latte”. Il piano contiene misure a medio e lungo termine e servira’ da traccia ad un Gruppo ad livello costituito dai negoziatori dei 27 stati membri e della Commissione europea che si riunira’ gia’ il 13 ottobre a Bruxelles. Il rapporto finale che riguardera’ il futuro del settore dovra’ essere consegnato a giugno del 2010. Sulla road-map, ed in particolare sulle misure a breve termine, il negoziato continua in modo serrato in vista del consiglio dei ministri del 19 e 20 ottobre a Lussemburgo. Zaia sara’ del resto a Parigi nei prossimi giorni per discuterne con il collega francese Bruno Le Maire. Ai produttori di latte che avevano assediato il quartiere delle istituzioni europee, Zaia manda intanto a dire: ”Siamo con voi perche’ condividiamo fino in fondo la vostra battaglia che alla fine difende tutto il made in Italy agroalimentare nel mondo, ossia un valore di 24 miliardi di euro. Ai partner europei Zaia ha tenuto a confermare l’importanza di lavorare con la commissaria europea all’agricoltura Mariann Fischer Boel, ”di non metterla all’angolo”. Questa la ‘dote’ dell’Italia porta al gruppo ad alto livello: – L’aiuto ammasso privato dei formaggi; – La possibilita’ per gli stati membri di regolare le produzioni, quanto meno (in una prima fase) per i formaggi Dop. Questo significa che ”se il Parmigiano Reggiano ha avuto un crollo dei prezzi trascinando verso il basso il prezzo del latte bisognera’ produrre meno forme di Parmigiano Reggiano”; – Nuove regolamentazione per il settore rispetto al vecchio sistema delle quote latte; – Chiarezza sulla formazione della catena dei prezzi; – Progetto italiano di etichettatura via la tracciabilita’; – Piani di abbandono per dare la possibilita’ a chi vuole uscire dal mercato della produzione lattiera casearia di farlo ”con un aiuto europeo. Ma andando anche a rilevare quelle quote e premiando quelli che in un periodo di difficolta’ decidono di produrre di meno rispetto alla produzione di riferimento”. Insomma, l’Italia ha dato: in 10 anni ha perso 198.000 stalle e si vuole dare un futuro alle 39.000 rimanenti prima che sia troppo tardi. (ANSA).

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