LAV: le Schede Tecniche Informative sugli animali da compagnia sono lacunose

La LAV ha scritto una lettera aperta al Presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, all’Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia Romagna, Carlo Lusenti, e al Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, Francesca Martini, lamentando l’esclusione dal gruppo di lavoro sulle “Schede Tecniche Informative sugli animali da Compagnia”, che i commercianti dovranno fornire ai clienti che si apprestano ad acquistare un animale, e definendole lacunose ai fini del benessere animale.
Venerdì 13 maggio, nel corso della Fiera Zoomark International 2011 (Bologna), le “Schede Tecniche Informative Sugli animali da Compagnia” sono state ufficialmente presentate da varie Associazioni Commerciali, con il patrocinio del Ministero della Salute. Espressamente richieste dalla Regione Emilia Romagna nella L.R. n.5 del 17 febbraio 2005, il loro scopo avrebbe dovuto essere quello di tutelare il benessere degli animali attraverso una corretta informazione nei confronti di futuri acquirenti in merito alle loro effettive esigenze etologiche.
Nonostante l’ovvia importanza che rivestiranno queste schede per il benessere animale, la Regione ha ritenuto opportuno coinvolgere nella loro stesura, oltre all’Università, solamente le Associazioni dei commercianti di animali. Non sono state coinvolte le figure professionali che la norma regionale prepone alla vigilanza sull’attuazione delle disposizioni della stessa Legge Regionale 05/2005, ovvero le Provincie, i Comuni o le Aziende Sanitarie Locali. Non sono state coinvolte nemmeno le Associazioni animaliste.
Quando è stato chiesto di prendere visione delle schede per poter esprimere un parere in merito ci è stato risposto che sarebbero state presentate una volta terminate, precludendo in questo modo ogni possibilità di collaborazione.
La Regione Emilia Romagna si è sempre dimostrata all’avanguardia in merito alla tutela del benessere degli animali, mantenendo un aperto dialogo con tutte le parti coinvolte. Per questo spiace e preoccupa constatare questa inversione di tendenza.
L’atteggiamento di chiusura dimostrato dalla Regione stupisce ancora di più alla luce di un recente parere del Ministero della Sanità che ha stabilito che non fosse opportuno che rappresentanti del mondo commerciale potessero entrare a far parte della “Commissione Scientifica Cites, per l’applicazione della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione” in quanto portatori di interessi privati. Il Ministero ha stabilito che, al contrario, possano farne parte le Associazioni ambientaliste in quanto portatrici di interesse pubblico.
La LAV chiede dunque una spiegazione del mancato coinvolgimento di tutte le parte portatrici di interesse, come sia possibile che questa iniziativa sia stata patrocinata dal Ministero della Salute e se il Ministero abbia già avuto modo di prendere visione delle Schede.
Inoltre non è solo il messaggio politico, di supporto ai commercianti a scapito della tutela del benessere animale, a dover essere messo in discussione, ma i documenti informativi stessi.
Le schede, la cui funzione dovrebbe essere quella di dare precise informazioni ai possibili acquirenti in modo che possano valutare la loro effettiva capacità di gestire e detenere correttamente gli animali, sono per la maggior parte talmente vaghe e lacunose da non garantire assolutamente – secondo la LAV – un’informazione davvero completa volta a garantire un futuro benessere agli animali.
“Considerato il supporto tecnico-scientifico della Regione nella stesura delle schede, risulta lecito chiedersi come dovranno comportarsi i Comuni dotati di un regolamento le cui modalità di detenzione degli animali, in quanto più specifiche e garantiste del loro benessere, si pongano in contrasto con quelle stabilite da questi documenti informativi?”, afferma Nadia Masutti, responsabile nazionale LAV settore Circhi-Zoo-Esotici.
Riteniamo gravissimo il fatto, riferito da diverse fonti, che durante la presentazione ufficiale delle Schede, di fronte a rappresentanti della Regione e del Ministero della Salute, i Commercianti si siano sentiti liberi di equiparare il danno provocato dal commercio illegale ai contenuti dei regolamenti comunali che tentano di stabilire dei criteri di corretta detenzione.
“Ancora più grave il fatto che questa presentazione, fatta a porte chiuse e dedicata solamente agli operatori del settore e agli invitati appositamente selezionati, sembra rivendicare per i commercianti un ruolo di collaborazione esclusiva con la Regione, escludendo tutte le altre parti portatrici di interesse – conclude Nadia Masutti – La Regione Emilia Romagna ha stabilito la necessità di queste schede in una Legge Regionale titolata ‘Norme a tutela del benessere animale’ e non ‘del benessere dei Commercianti’. Quella stessa Legge Regionale e le delibere che ne sono seguite sono state elaborate tenendo conto di tutte le parti in causa. E così dovrebbe continuare ad essere.”

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