L’azione europea per il benessere animale fa il salto di qualità


La Commissione europea ha adottato una strategia per migliorare benessere degli animali. La norme UE in questo campo sono spesso molto specifiche e settoriali e l’attuazione diseguale di tali regole da parte dei Paesi dell’Unione crea condizioni distorte di concorrenza. Considerata la diversità dei climi, dei terreni e dei sistemi di allevamento in cui tali norme si applicano, era dunque necessario un cambiamento. Il mancato rispetto delle normative UE è uno dei fattori più gravi che agisce sul benessere degli animali in Europa. Inoltre, il mercato non fornisce incentivi economici sufficienti per indurre negli operatori il rispetto delle norme.
Il piano d’azione prevede una proposta di normativa completa sul benessere degli animali e il rafforzamento delle norme già esistenti. L’approccio dovrà essere più innovativo e incentrato su risultati reali invece che su input meccanicistici e i livelli d’istruzione e di professionalità delle persone interessate saranno presi maggiormente in considerazione. Gli strumenti già disponibili rafforzeranno la capacità dei Paesi UE di applicare la legge comunitaria, intensificheranno la cooperazione internazionale in questo ambito e informeranno meglio i consumatori.
“La recente entrata in vigore della legislazione sulle galline ovaiole ha dimostrato che in diversi Paesi UE persistono problemi per quanto concerne il benessere degli animali. Alcune iniziative sono già state prese, ma diversi aspetti vanno affrontati per ottenere risultati maggiormente sostenibili. La nuova strategia prevede la necessaria flessibilità per consentire agli operatori di raggiungere i prescritti standard in materia di benessere. Una maggiore coerenza delle politiche e più trasparenza del mercato nell’ambito di un ampio quadro legislativo sul benessere animale, ridurrà le contraddizioni, reali o percepite, tra il benessere degli animali e le esigenze degli operatori economici. La proposta di consacrare risorse agli aspetti dell’istruzione e della formazione dovrebbe assicurare la massima efficacia delle iniziative, sia in termini economici che di benessere degli animali”, così ha affermato John Dalli, Commissario UE per la salute e i consumatori.
La nuova strategia, che prevede azioni fino al 2015, prende le mosse dal programma d’azione comunitario per la protezione e il benessere degli animali adottato nel 2006, che raggruppava i diversi aspetti della politica UE sul benessere di miliardi di animali allevati a fini economici. Il settore agricolo è quello è quello maggiormente interessato e si stima che nelle aziende di tutta l’Unione vi sono circa due miliardi di volatili e trecento milioni di mammiferi. Anche la popolazione degli animali da compagnia ha numeri molto alti: sono circa cento milioni i cani e i gatti. Il valore annuo dell’allevamento è stimato a circa 150 miliardi di euro, mentre il contributo dell’Unione a sostegno del benessere degli animali ha un importo annuo di 70 milioni di euro versati agli allevatori nell’ambito dei programmi di sviluppo rurale altre attività legate al benessere degli animali, come la ricerca, gli studi economici, la comunicazione, la formazione e l’istruzione.

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