Le cantine sbarcano sul web ma ancora ritardi. L’analisi di Winenews


La lenta rincorsa del vino italiano alle potenzialita’ del web continua, e anche se qualcosa si muove, con una piu’ ampia diffusione di blog e profili su Facebook, al moltiplicarsi dell’e-commerce, e soprattutto ad un pugno di aziende che stanno cavalcando convinte le nuove possibilita’ offerte dal Web 2.0, sono ancora timidi i passi delle cantine del Belpaese su Internet, con le aziende che non sanno coglierne appieno le opportunita’ commerciali, comunicative e relazionali. Ecco lo stato dell’arte che emerge dall’analisi di www.winenews.it, uno dei siti di riferimento per gli eno-appassionati del Belpaese che, come ogni anno, ha stilato la classifica “Cantine in web” (edizione n. 10), dopo aver passato in rassegna oltre 2.300 siti dell’universo-vino italiano.
Nel complesso, l’Italia del vino rimane al passo, per colpa di una cultura della comunicazione un po’ arretrata sul resto del mondo. Ancora una volta si conferma, in pole position, nella “Top 12”, la cantina veneta Santa Margherita (www.santamargherita.com), seguita dalla siciliana Planeta (www.planeta.it); al terzo posto, sale il nuovo sito della cantina irpina Feudi di San Gregorio (www.feudi.it), che scavalca il pur sempre validissimo portale di Donnafugata (www.donnafugata.it); alla posizione n. 5, un altro bel sito, che si e’ rinnovato, quello di Firriato (www.firriato.it), seguito dall’attivissima Fratelli Muratori (www.arcipelagomuratori.it); nuova entrata, al settimo posto, per la Marchesi de’ Frescobaldi (www.frescobaldi.it); al n. 8, c’e’ la veneta Carpene’ Malvolti (www.carpene-malvolti.com), quindi la cantina chiantigiana Rocca delle Maci’e (www.roccadellemacie.it); al decimo posto, un ex aequo per due famose griffe delle bollicine: Ferrari (www.cantineferrari.it) e Ca’ del Bosco (www.cadelbosco.com); alla posizione n. 11, c’e’ il sito del colosso trentino Cavit (www.cavit.it); a chiudere la “top 12” un altro ex-aequo, quello tra la siciliana Tasca d’Almerita (www.tascadalmerita.it) e l’umbra Arnaldo Caprai (www.arnaldocaprai.it). Nel 2010 lo stato dell’arte delle cantine italiane sul web merita ancora un giudizio complessivamente negativo, fatte salve poche eccezioni.
Prenotare un ristorante, sapere cosa c’e’ al cinema, conoscere notizie in tempo reale, ritrovare vecchi amici, comprare il biglietto di un treno, guardare il meteo, cercare la recensione di un vino. Semplici esempi per dire quanto ormai Internet sia entrato nella vita sociale ed economica delle persone – spiega Alessandro Regoli, fondatore, insieme alla moglie, Irene Chiari, di WineNews – con sistemi di accesso sempre piu’ veloci e “mobile” che rendono il web uno strumento potenzialmente efficacissimo per comunicare e commercializzare i propri prodotti. Ma se alcune grandi eccellenze del made in Italy, come arredamento, automobili e moda, ne hanno ormai consapevolezza, il mondo del vino, che a buon diritto ha il suo posto tra gli alfieri della qualita’ italiana nel mondo, sembra ancora non comprendere appieno le potenzialita’ della rete”.
La situazione e’, comunque, variabile in base alle coordinate geografiche delle aziende. Facendo un rapido excursus partendo dal Nord, vediamo che in Piemonte – regione che negli anni passati si e’ sempre dimostrata tra le meno propense alle innovazioni tecnologiche, qualcosa comincia a muoversi – anche se c’e’ ancora da fare molta strada. Pollice verso per la Liguria, dove esistono ancora (incredibile a dirsi) aziende che non hanno ne’ un indirizzo mail, ne’ tanto meno un sito. E’ il Veneto la regione che presenta mediamente la situazione piu’ aggiornata e dinamica, grazie ad un rinnovo totale del suo “parco-siti”. Ancora molto indietro la Toscana, da cui – vista l’importanza che riveste nel panorama enologico del Paese – ci si aspetta senz’altro uno sforzo maggiore. Man mano che si va verso sud, la situazione peggiora ulteriormente: in Puglia, Molise, Abruzzo, Basilicata ci si trova a fare i conti con una serie di siti che risalgono piu’ o meno alla preistoria di internet. Uniche eccezioni, la Campania e, soprattutto, la Sicilia, che si rivela ancora una volta la regione top.(AGI)

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