Le Cesarine: a Expo il social eating italiano

Cesarine1Home Food “Le Cesarine”, associazione nata nel 2004 per *riscoprire i cibi dimenticati della nostra tradizione*, insieme a Coop, portano a Expo2015 *l’Italian conviviality*, grazie a una serie di eventi, seminari e show cooking sul tema della “cucina di casa”. *Ogni giovedì alle 21.00 presso la Piazzetta del Future Food District* i visitatori di Expo avranno la possibilità unica di riscoprire insieme alle pioniere italiane del social eating i sapori delle tradizioni culinarie regionali secondo un calendario che prevedrà:
– 16 Luglio 2015: “I carpacci di mare: regole d’oro per un crudo d’autore”
– 23 Luglio 2015: “Le ricette a rischio di estinzione: cuciniamole per
salvarle”
– 30 Luglio 2015 “Contaminazioni: dall’Unità d’Italia le ricette regionali
che viaggiano e si reinventano”
*Giovedì 16 luglio, ore 21.00 presso la Piazzetta del Future Food District*,
protagonista della serata sarà Marica, Cesarina che svelerà i segreti della
cucina sarda e in particolare come preparare il carpaccio perfetto. La
nostra home-chef oltre ad essere, come lei stessa si definisce, una
“italiana vera”, è anche una blogger che si dedica con passione e successo
a tramandare la sua esperienza nel campo della cucina tradizionale grazie
ai suoi “taccuini elettronici”. L’attenzione della nostra Cesarina, nel
momento in cui compone le sue opere culinarie, si rivolge anche alla scelta
delle materie prime e dei prodotti tipici che il nostro territorio presenta
con grande generosità.
Al termine dell’incontro, *aperitivo conviviale con assaggio delle birre
della linea “Fior Fiore”*, birre speciali, con caratteristiche uniche, che
si distinguono per l’elevata qualità delle materie prime e per i
particolari processi di lavorazione.

L’Associazione “Home Food Le Cesarine” nasce nel 2004 con il patrocinio del
Ministero delle Politiche Agricole e con la collaborazione dell’Università
di Bologna con una mission ben definita: la salvaguardia di cibi
dimenticati o maltrattati (in senso etimologico). Attualmente conta *oltre
400 Cesarine (e Cesarini, ci sono anche uomini),* che aprono la loro casa
per ospitare dalle 2 alle 10 persone, ma ci sono stati eventi speciali con
24-30 persone. Dal 2004 ad oggi sono state ospitate dalle cesarine *migliaia
di persone*, di cui almeno l’80% stranieri (americani in testa, poi
tedeschi, giapponesi, scandinavi, olandesi, francesi, australiani,
indiani…). La fondatrice, *Egeria Di Nallo, *antropologa, docente di
sociologia dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna,
dopo aver vissuto presso la tribù dei Piaroa, nella Selva Amazzonica fra il
Venezuela e la Colombia, è stata fra le prime a considerare l’ambiente una
risorsa preziosa e esauribile. Per lei il cibo tradizionale è una ricchezza
delle civiltà perché esprime una sedimentazione di piaceri e esperienza
tanto in chi lo cucina quanto in chi lo consuma. Ha fatto sua la parafrasi
di una celebre frase di Mary Douglas (illustre antropologa britannica di
cui Egeria è stata allieva): “Buoni cibi per buoni pensieri”.
*Perché Cesarine?* In omaggio a tutte quelle zie, nonne, dade dai nomi
antichi, a volte anche improbabili che hanno allietato i sapori della
nostra infanzia.
*Come funziona?* Le Cesarine vengono avvertite dell’arrivo degli ospiti
almeno un paio di giorni prima: gli ospiti sono anch’essi soci e pagano
l’evento all’Associazione la quale poi, a sua volta, provvederà a
rimborsare le Cesarine. Questo perché la casa di una Cesarina non è un
ristorante domestico ma fa parte di una Associazione che coordina da anni
un progetto culturale e cucinario esteso su tutto il territorio nazionale.
Si parte dall’idea che il prodotto tipico senza la cultura culinaria della
tradizione non raggiungerebbe la perfezione: il cibo tipico è fortemente
caratterizzato dalla appartenenza territoriale. E chi sono i depositari
dell’antico sapere della nostra cucina? Le famiglie italiane. Quindi: si
tratta di eventi di natura culinario-gastronomica, che vengono realizzati
preferibilmente a casa delle Cesarine stesse (ma anche in luoghi a
vocazione culturale come musei, dimore storiche o castelli). Non c’è un
menù, ma un percorso che va dall’illustrazione storica di specifiche
ricette e piatti tipici alla spiegazione dei procedimenti di preparazione,
per terminare con la degustazione dei piatti ottenuti, presentati secondo
la successione richiesta dalla tradizione storico-gastronomica considerata.
Ogni evento è accompagnato da una brochure in italiano e in inglese.

*Perché la linea di prodotti “Selezione Le Cesarine”? *I sapori, dunque,
sono di ieri, ma la sicurezza è di oggi. Quindi la collaborazione fra
industriale e casalingo è essenziale. Cosa significa? Che le Cesarine
cercano prodotti con garanzia di qualità per ottenere i sapori di ieri con
le sicurezza igienico-alimentari che le moderne tecnologie permettono oggi.
Partendo dunque dall’assunto che se tutti possono provare e ripetere
l’esperienza di andare a mangiare dalle Cesarine, o averle a casa propria
per cucinare, nessuno potrà mai farne una abitudine quotidiana. Dunque come
rendere Le Cesarine un po’ più “pop” senza snaturarne l’essenza? Adottando
un modello divulgativo, rappresentativo dell’esperienza ma che non può e
non deve in alcun modo aver la pretesa di sostituirla. Questo perché un
prodotto che trovi su uno scaffale di un negozio, grande supermercato o
piccola bottega che sia, deve rispettare per legge (ma anche per logica)
standard di produzione, regole di controllo qualità, di logistica, di
packaging… occorre dunque accettare una “industrializzazione controllata”.
Volendo cercare paralleli in altri settori del Made in Italy delle arti e
dei mestieri, possiamo guardare alla moda, dove ogni stilista è sarto di
Haute Couture, ma anche produttore di Pret a Porter.

La linea “Selezione Le Cesarine” debutta all’Expo con una gamma di prodotti
da forno realizzati dalla Novel Bread di Gioia del Colle, unica azienda al
momento ad utilizzare nelle preparazioni il germe di grano crudo,
sacrificato da tempo sull’altare dell’efficienza da tutta l’industria
moderna. Questo impiego è reso possibile grazie ad un processo produttivo
top secret messo a punto dall’azienda in collaborazione con l’Università di
Bari.

*Perché la collaborazione con Coop in occasione di Expo 2015?*
I sapori sono di ieri, si diceva, ma la sicurezza è di oggi. E anche
garantire a tutti l’accesso alla Qualità è di oggi. Chi se non la più
grande cooperativa di consumatori, così attenta alla salute e alla
sicurezza delle persone, così determinata nel perseguire la ricerca e
l’innovazione, così rispettosa delle tradizioni dei territori, può allora
essere il mezzo per garantire questo accesso? Le Cesarine non possono
mettere in vendita i piatti che cucinano, ma se potessero lo farebbero alla
Coop. E allora prodotti selezionati con un attenta e minuziosa ricerca sul
territorio, realizzati da laboratori artigianali ma tecnologicamente
avanzati e sempre molto attenti al recupero dei sapori antichi. Questi
prodotti diventano ambasciatori della sapienza cucinaria delle Cesarine;
ambasciatori con una grande responsabilità e quindi certificati dal
severissimo controllo qualità Coop.

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