Le grandi firme del vino siciliano dicono sì alla “Doc Sicilia”

sicilia vigneBen venga la Doc Sicilia; a dirlo sono tre grandi firme del vino siciliano: Diego Planeta, presidente della Cantina Settesoli, Giacomo Rallo, patron di Donnafugata e Lucio Tasca, responsabile della storica azienda Tasca d’Almerita che chiedono di tutelare cosi’ il nome della Regione sui vini con una denominazione che consenta agli enti preposti di svolgere i dovuti controlli. ”Credo – spiega Planeta, come rende noto Winenews – che la Doc Sicilia sia essenziale per almeno due motivi: il primo e’ che la regione e’ una specie di semicontinente vitivinicolo, e noi abbiamo l’esigenza di far emergere queste diversita’. Il secondo e’ che l’accresciuto interesse dell’Italia e del mondo verso la Sicilia, ha fatto si’ che moltissimo vino siciliano sia stato comprato sfuso e imbottigliato in ogni dove come Igt Sicilia”. Secondo Giacomo Rallo, patron di Donnafugata, la Doc Sicilia e’ importante anche perche’ ”darebbe la possibilita’ di accedere alle enormi provvidenze della nuova Ocm, che mettera’ a disposizione per promuovere il vino comunitario e quindi italiano, oltre i confini dell’Europa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Lucio Tasca d’Almerita: ”la Doc Sicilia sarebbe senza dubbio un grande recupero soprattutto a livello di sottozone, migliorando la situazione delle Doc esistenti”.
Non tutti però sono dello stesso parere. Come ricorda Winenews, infatti, il dibattito sulla ‘Doc Sicilia’ e’ recentemente giunto in Parlamento, dove l’on. Calogero Mannino (Udc), ex Ministro dell’Agricoltura e produttore di vino a Pantelleria, in un’interrogazione al Ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha parlato di possibili danni alle Doc territoriali.

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