Le nuove sfide dell’Ue: salvare l’acqua e i suoli


Salvare risorse essenziali come l’acqua, ma anche lottare contro l’urbanizzazione non controllata dei suoli che ‘invadono’ le aree agricole abbandonate. E’ la nuova sfida dei ministri dell’agricoltura dell’Ue che da Nicosia, dove si sono riuniti in consiglio informale, hanno deciso di ripartire dalla salvaguardia delle risorse naturali per assicurare la produzione agricola europea e per garantire l’approvvigionamento alimentare ai 500 milioni di cittadini dell’Ue. Si tratta di due temi – ha spiegato il ministro per le Politiche agricole e alimentari Mario Catania – “che ho messo sul tavolo da diversi mesi a livello nazionale, che fanno parte delle priorità e delle grandi sfide per l’Italia e per l’Europa nei prossimi mesi: da un lato il tema dell’acqua, dall’altro la sottrazione dei terreni agricoli alla produzione agricola. E’ una crociata – precisa il ministro – che ho cominciato dall’inizio del mio mandato, e ora ho la soddisfazione morale di vedere ripresi questi temi a livello europeo.”. Insomma, per una volta nord e sud dell’Unione Europea si trovano d’accordo sul fatto che “lo status quo non è un’opzione” e che quindi “così non si può continuare”. Diverse le opzioni poste sul tavolo dai ministri oggi a Nicosia. La Francia, ad esempio, ha evocato la possibilità di una iniziativa europea per lottare contro la non utilizzazione agricola delle terre. Ma è soprattutto sull’acqua che si è focalizzata la discussione considerando che l’abbandono delle terre è spesso legato a un problema di irrigazione e quindi di disponibilità di acque. I Paesi del sud dell’Europa a loro volta insistono sull’importanza di ottimizzare l’irrigazione e quindi di favorire gli investimenti in questo settore nell’ambito della politica agricola comune e non di limitarli con regole troppo rigide. Nel nord dell’Europa invece Regno Unito, Danimarca, Svezia, mettono l’accento maggiormente sull’innovazione: ossia sulla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche scientifiche per adattarsi alle attuali condizioni che implicano di produrre con una carenza in acqua in media del 20% in Europa. Tra le soluzioni avanzate anche quella di tedeschi e finlandesi secondo cui bisogna meglio formare gli agricoltori e meglio informare l’intera società. Nel tirare le somme della discussione, il commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, individua tre aspetti che – dice – non possono più essere separati dagli strumenti della politica agricola europea: “Sono la sostenibilità ecologica, l’economia e il sociale”. In concreto, l’abbandono delle terre agricole, la siccità, gli incendi, il cambiamento climatico, la congiuntura attuale sui prezzi di cereali e soia, sono tutti elementi legati tra di loro e affrontarli è vitale per garantire la sicurezza alimentare. Nel dibattito l’ultima parola è stata quella dei giovani agricoltori dell’Ue: non si può immaginare soluzione d’avvenire – dicono – senza preoccuparsi della sostenibilità da trasmettere ai giovani.
(ANSA – dall’inviata Patrizia Lenzarini)

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