Le politiche agricole del futuro: verso la strategia Europa 2020


Il settore agricolo e agroalimentare hanno le carte in regola per contribuire alla crescita e all’innovazione nell’Ue, sulla base delle nuova Strategia ‘Europa 2020′, messa a punta dalla Commissione europea per i prossimi 10 anni. L’Italia, in particolare, nell’ambito della nuova Strategia, ritiene necessaria la presenza dell’agricoltura in quanto svolge un ruolo insostituibile negli equilibri economici, sociali e ambientali nell’Ue. Quanto alla Francia, il ministro all’agricoltura Bruno Le Maire ha detto senza mezzi termini che la politica agricola comune (Pac) oggi ”e’ la prima delle politiche integrate” in Europa e ”deve restare una delle maggiori politiche strategiche europee”. E’ quanto emerso dal primo confronto dei ministri dell’agricoltura dell’Ue, oggi a Bruxelles, dopo che il vertice europeo della scorsa settimana ha dato il segnale di via libera per avviare il confronto sul modo in cui il settore puo’ maggiormente contribuire alla crescita economica. Attualmente – ha spiegato il presidente di turno dell’Ue, il ministro spagnolo Elena Espinosa, il settore agricolo rappresenta in Europa il 7% dell’occupazione e contribuisce al 5% della ricchezza europea. Insieme alle foreste copre l’80% del territorio comunitario. L’agro-industria poi e’ il primo settore manifatturiero nell’Ue con oltre 30 milioni di posti di lavoro a cui si aggiungono altre 600.000 persone che lavorano nelle cooperative. Il processo di riflessione appena avviato e’ stato seguito da un dibattito sul futuro della politica agricola comune (Pac) dopo il 2013 che ha messo in evidenza alcune grandi tendenze sulle posizione dei maggiori Stati membri. Cosi’ la Francia, come del resto l’Italia – precisano fonti comunitarie – hanno sostenuto la necessita’ di una politica agricola comune forte in Europa. Altri partner come la Gran Bretagna hanno preferito sottolineare la necessita’ di una profonda riforma per la Pac, senza accennare al problema di bilancio. La Germania invece e’ apparsa cauta facendo capire che e’ troppo presto per parlare di finanziamento della Pac post 2013 per non pregiudicare il futuro dibattito sul bilancio. Parigi comunque ha fretta di posizionarsi, dopo la dichiarazione la scorsa settimana del presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy che ha affermato di essere pronto ad affrontare una crisi in Europa piuttosto che di accettare lo smantellamento della Pac. Secondo Le Maire, ”entro giugno Parigi ritiene di poter raggiungere un accordo su un contributo congiunto franco-tedesco sul futuro della politica agricola”. (ANSA).

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