Le previsioni del tempo e le superstizioni nel lunario di Andrea Malossini

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Per presentare il santo della settimana serve una graticola e un po’ di brace incandescente. San Lorenzo di Roma, martire nel 258, finì infatti arrostito su di una graticola. I cornisti dell’epoca narrano addirittura che il coraggioso santo, per disprezzo ai suoi aguzzini, pronunciò la frase: potete girami dall’altra parte, da questa sono già cotto. Che sia vero o meno il fatto è lecito dubitarne, ma san Lorenzo, un diacono spagnolo di papa Sisto II, fu davvero martirizzato pochi giorni dopo il suo pontefice. L’episodio, dai più smentito, ha fatto sì che Lorenzo – con una vena di humor macabro – venga ricordato come patrono dei carbonai, dei cuochi, dei rosticcieri, dei vigili del fuoco, nonché invocato contro le scottature. Si festeggia il 10 agosto.
Collegati al Santo e alla sua “calorosa” fine, esistono diversi proverbi. Uno di questi è ferrarese e ha in sé una certa ironia. Ah! Ssan Lurénzz, da la gran calùra, chi an gh’ha baiòcch, vàga ‘n ss’la mùra.
Tradotto significa “Ah! San Lorenzo, per la gran calura, chi non ha baiocchi, vada sulla mura”. Ferrara, città piatta, ha come unico punto elevato le mura della città, e chi non poteva permettersi una vacanza al fresco, era solito cercare un po’ di fresco sulla cinta muraria della città.
Il secondo santo è san Sereno di Marsiglia. Vescovo di Marsiglia, morto nel 606, è un santo di poca importanza se non che venne rimproverato da san Gregorio per le sue tendenze iconoclastiche (cioè avverso all’uso e al culto delle immagini sacre). Sereno è invece famoso per via del nome, dato che da secoli – guarda il caso – è invocato per ottenere il tempo buono. Si festeggia il 9 e l’11 agosto.
Quella delle previsioni del tempo è uno dei temi più ricchi della superstizione.
La tradizione vuole che indizi che il tempo volge al peggio e che la pioggia non si farà attendere sono: le rondini che volano basse; le bisce che attraversano la strada, i gatti che passano la zampa dietro l’orecchio per pulirsi, le rane che gracidano forte; i calli che dolgono e le donne che bisticciano o che mettono il grembiule rovesciato. Segni negativi sono anche gli attacchi d’emicrania; le mosche che pungono; le formiche disposte in lunghe file; i passeri che pigolano con insistenza; lo stridere dei pipistrelli; il continuo salire e scendere nel cielo al tramonto di corvi, cornacchie e gazze; le vacche che si leccano il pelo e le chiocciole e le lumache che strisciano in fila indiana.
Se nonostante tutto questo il cielo resta limpido e assolato, il merito è del nostro san Sereno, ma fate attenzione, se aprite l’ombrello quando il cielo è terso e non si vedono nuvole in giro si rischia, presto o tardi, un’improvvisa quanto inaspettata pioggia.

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