Le proposte di Coldiretti per valorizzare la pera modenese

La valorizzazione della pericoltura modenese passa dalla volontà di credere fino in fondo alle potenzialità del Made in Italy e dal tradurre questo valore in strumenti concreti per le imprese. E’ quanto emerso dal convegno promosso da Coldiretti Modena: “Pera e territorio: insieme per coglierne i frutti” tenutosi nel Castello dei Pico a Mirandola (Mo).
Francesco Vincenzi Presidente della sezione Coldiretti di Mirandola nell’aprire i lavori ha sottolineato l’importanza del settore frutticolo, quello della pera in particolare, per la provincia di Modena sia in termini strettamente economico che sociali. Con una produzione annuale media di oltre 5 milioni di quintali e una superficie che si attesta sui 7.000 ettari il modenese copre, infatti, il 30% della produzione regionale delle pere e il 20% di quella dell’intero Paese. Nei nove Comuni dell’Area Nord, poi, il settore agricolo, in particolare la frutticoltura, offre lavoro per 108.000 giornate con importanti ricadute sulla tenuta del sistema occupazionale locale.
Dopo i saluti del Sindaco di Mirandola Maino Benatti e di Giuseppe Todeschini, dirigente dell’Area Economia della Provincia di Modena, il presidente di Coldiretti Modena Maurizio Gianaroli ha rimarcato l’impegno di Coldiretti per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane che per essere definite vero Made in Italy non devono solo portare il nome o un’immagine italiana ma devono essere realizzate in Italia con prodotti italiani. “Con il progetto della Filiera Agricola tutta Italiana – ha detto Gianaroli – Coldiretti offre gli strumenti alle imprese per acquistare potere contrattuale nella filiera: un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo progetto è rivestito dalla cooperazione che può superare i limiti dimensionali che caratterizzano le aziende agricole, aggregando l’offerta di prodotto italiano di qualità. Ed è per questo che Coldiretti ha costituito Unci – Coldiretti, per dare vita ad una nuova cooperazione che sia capace di aggregare e raccogliere le esigenze del territorio e riscriverne le regole perché sia la cooperazione ad essere a servizio delle imprese e non viceversa.”
Il Direttore del Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara, Luciano Trentini, ha presentato i dati statistici sulla coltivazione della pera, in particolare, le cifre relative all’esportazione e ai costi di produzione che sono tra i più alti in Europa. Sono seguiti gli interventi dei Presidenti delle cooperative Italfrutta, Francesco Budri, e Fruit Modena Group, Angelo Barbieri, che hanno sottolineato da una parte la qualità della produzione locale e dall’altra la mancanza di una comunicazione verso i consumatori completa e corretta che la valorizzi appieno.
La presenza del Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Difesa (ASNACODI) Albano Agabiti ha permesso di fare il punto sugli strumenti assicurativi a disposizione degli imprenditori agricoli.
Dopo la riconferma del Fondo di Solidarietà Nazionale, ha ricordato Agabiti, sono certe le risorse per la copertura assicurativa fino al 2013 e questo permette ai Consorzi di Difesa, dopo aver lavorato negli anni per garantire la copertura assicurativa della quasi totalità delle avversità e delle produzioni agricole, di concentrare l’attenzione su strumenti più innovativi. Il Presidente di Asnacodi ha annunciato, infatti, che sarà a breve possibile assicurare i ricavi delle imprese a fronte delle fluttuazioni dei prezzi che periodicamente caratterizzano, anche a causa di fenomeni speculativi, le quotazioni delle produzioni agricole.
“Fintanto che i nostri il prezzo delle pere non supererà i costi di produzione non potremo dire di aver fatto tutto quello che possiamo per valorizzare le nostre produzioni – ha detto il vice Presidente nazionale di Coldiretti Mauro Tonello nel chiudere il convegno.”Se davvero pensiamo che le pere modenesi siano un prodotto dalle qualità eccezionali, se crediamo che il Made in Italy sia un valore che si può tradurre in reddito per le imprese, allora è il momento di concretizzare gli strumenti che permettano di raggiungere dei risultati tangibili come si sta facendo, per esempio, con i Consorzi Agrari e la filiera cerealicola. Sarebbe importante raggiungere nel mondo aggregato anziché ulteriori fusioni, un sistema unico di vendite con regole uguali di commercializzazione. Troppo spesso nel corso degli anni abbiamo assistito a “balletti” di responsabilità che non hanno avuto effetti sulle tasche degli agricoltori – ha concluso Tonello -, non è più possibile accettare lo strapotere della grande distribuzione organizzata nella formazione dei prezzi, è tempo di trovare strumenti nuovi che rispondano alle esigenze del mercato globale e che restituiscano il valore alla vera produzione agricola italiana.”

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