Legambiente: carne e latte i più contraffati. Confagricoltura: gli agricoltori però lavorano bene

Frodi colorate, con le mozzarelle blu, rosa, e a pois. Frodi ‘taroccate’, con i prodotti-simbolo del Made in Italy vittime di sofisticazioni e contraffazioni, grazie ad un ‘stacca-attacca’ di etichette. Durante il 2009 sono stati 700 mila i controlli effettuati in campo agroalimentare, per un valore di 145 milioni di euro di merci sequestrate. E’ quanto emerge da Italia a Tavola 2010, il rapporto sulla sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino (Mdc) e Legambiente giunto alla sua settima edizione. Dalla dettagliata analisi del sistema di controllo e prevenzione della filiera agroalimentare, risulta che ”carni, allevamenti e prodotti lattiero caseari e Made in Italy sono i settori piu’ nel mirino dei contraffattori del cibo”. Il Rapporto Italia a tavola 2010 ”conferma anzitutto che il business dell’agroalimentare e’ sempre piu’ appetibile – ha detto il presidente Movimento Difesa del Cittadino Antonio Longo – per la criminalita’ organizzata e l’industria della contraffazione, a causa del valore crescente in termini economici del Made in Italy. Il nostro cibo di qualita’ deve peraltro anche difendersi da chi a livello europeo vorrebbe depotenziare e sfumare sempre piu’ le denominazioni di origine col pretesto della libera circolazione. Per fortuna il Rapporto ci conferma anche positivamente che il sistema dei controlli funziona e lavora bene”.
Alla luce dei dati del rapporto di Legambiente – Mdc Confagricoltura però sottolinea che “L’aumento di infrazioni registrate da altri settori, primo tra tutti quello della trasformazione non può essere imputato all’agricoltura italiana. Per questo riteniamo che sia importante che i cittadini sappiano che l’uso di materia prima italiana aumenta sensibilmente il livello di sicurezza alimentare e diminuisce il rischio anche per l’industria alimentare.” E aggiunge “L’agricoltura italiana fornisce prodotti di alta qualità e di elevata sicurezza alimentare” a confermarlo , secondo l’organizzazione agricola, i dati del rapporto annuale sui risultati dei controlli ufficiali per la sicurezza alimentare, relativi all’anno 2009, pubblicati di recente sul sito del ministero della Salute secondo il quale il settore della produzione primaria conferma il trend in discesa per il numero di infrazioni registrate. Le aziende irregolari sono calate dal 4,7% del 2008 al 2,6% del 2009, malgrado i controlli siano aumentati, dal 33,2% nel 2008 al 34,5% nel 2009. La maggioranza delle infrazioni (82,1%), in tutti i settori, sono dovute alla mancata applicazione del sistema di autocontrollo (39,5%) e dalle condizioni igieniche generali (42,6%). Estendendo i dati si può affermare che l’86,4% delle aziende agricole rispetta i requisiti burocratici imposti all’autocontrollo (irregolari 13,6%) e l’85,4% quelli igienici generali (14,6% irregolari).

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