Legge di stabilità: Coldiretti E-R, “provvedimento iniquo”

Un provvedimento “ingiusto e iniquo”. Aziende agricole emiliano-romagnole sul piede di guerra contro la norma del disegno di legge di Stabilità che di fatto le esclude dalla possibilità di accedere ai finanziamenti e alla rateizzazione in due anni dei tributi e contributi sospesi dal maggio 2012. “Le aziende agricole che hanno deciso di rimanere sul territorio – attacca Coldiretti – si troveranno così a metà dicembre a dover versare tributi e contributi in una soluzione unica per una cifra complessiva stimata attorno ai 400 milioni di euro, mentre per adesso hanno ricevuto tante promesse, ma neanche un centesimo di aiuti”. Per questo motivo, Coldiretti Emilia-Romagna ha scritto a Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario per il sisma, e a tutti i parlamentari della Regione, sollecitando un intervento per modificare il disegno di legge Stabilità che verrà discusso domani. “Se il provvedimento non cambia – conclude Mauro Tonello, presidente Coldiretti Emilia-Romagna – saranno costrette a chiudere tantissime aziende, ma prima scenderemo in piazza a difesa della nostra attività”.(ANSA).

2 Commenti in “Legge di stabilità: Coldiretti E-R, “provvedimento iniquo””

  • carlo mastroianni scritto il 8 novembre 2012 amgiovedìThursdayEurope/Rome 8:28

    Per capire quali sono le difficolta di qualsiasi attivita, occorre vivere la stessa; vivere cioe i problemi, le difficolta che essa incontra in tutte le sue manifestazioni. Nel caso specifico dell’agricoltura per esempio, che cosa sanno i ns ”politici” o se volete ”i ns tecnici” delle malattie che attaccano le piante, le coltivazioni, i raccolti. Che cosa sanno in merito ai gravi sconvolgimenti climatici. Non parliamo quando poi un povero agricoltore si avvicina al mondo del credito, della finanza, per cercare di far fronte agli innumerevoli problemi che si presentano e che si devono risolvere, specialmente quando bisogna pagare tasse, impostre e sanzioni per non aver rispettato i tempi richiesti dallo stesso stato.
    Potrei continuare. Ma dico invece che i ns governanti sanno e sanno molto bene, con la differenza che non importa loro piu di tanto se un giorno potra finire tutto. Si caro politico o tecnico, chiunque tu sia, sappi che distruggere il mondo agricolo, svenandolo di quel poco di ”sangue” che gli è rimasto, significa uccidere la vita. E ti assicuro, uomo politico di grande intelligenza, cosi facendo, un giorno, ucciderai anche cio che ti appartiene. Forse, allora capirai. Ah dimenticavo. Se avrai il coraggio, invitami, perche vorrei dirti come si governa : ”Buon senso” ma specialmente tanta, ma tanta ”ONESTA’

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