L’estate ballerina fa danni al basilico

In Liguria a subire i danni sono soprattutto il Levante e i dintorni di Savona. Le frequenti piogge e la troppa umidità stanno danneggiando tutte la colture: dal basilico alla frutta, dagli ortaggi all’olio, dalla vite alle piante aromatiche. Meno problemi nel territorio di Ponente, soprattutto nella Piana di Albenga.
«L’alto tasso di umidità provoca nelle piante la rapida diffusione delle malattie funginee – spiega Paolo Calcagno, presidente della Coldiretti, la cui azienda, sulle alture dei Celle, è specializzata nella coltivazione del basilico genovese Dop – A causa della troppa umidità che c’è nell’aria nelle serre le piante non riescono ad asciugare di notte, rovinandosi con facilità. Ma anche chi coltiva ortaggi in pieno campo subisce danni. Chi ha vigneti è costretto ad intensificare i trattamenti di zolfo e rame per proteggere le piante dai funghi microscopici che si sviluppano col caldo umido». «Chi compra la frutta avrà notato che si deteriora rapidamente – continua – Questo a causa dell’umidità. Per il consumatore ciò è comunque una garanzia: significa che la frutta non ha subito trattamenti per renderla più duratura. A subire danni sono soprattutto le fragole, le more, i lamponi. A causa del clima la produzione di albicocche quest’anno è stata scarsa. Nell’entroterra chi produce foraggio per gli animali si trova in difficoltà: l’erba si bagna e non riesce ad asciugare, diventando di pessima qualità per i bovini. Ci sono stati danni anche in floricoltura, soprattutto da parte di chi produce piante aromatiche, che marciscono con grande facilità nei vasetti».
Nel Ponente più che per il basilico e le colture orticole e floricole, il clima incerto e umido ha creato problemi ai produttori nel settore olivicolo e vinicolo, soprattutto dal punto di vista della lotta ai parassiti, che sembrano trovare l’ambiente ideale ben prima dei periodi abituali.
«Senza dubbio in queste settimane la crescita del basilico ha subito un rallentamento consistente – afferma Mario Anfossi, uno dei principali produttori del più tipico dei nostri aromi – che però non fa altro che bilanciare l’accelerazione che abbiamo avuto a fine giugno e nei primi giorni di luglio, quando il sole e il caldo hanno fatto crescere le piante molto rapidamente. Certo, d’estate sole e caldo per noi sono oro, perché il basilico trova il suo ambiente ideale quando la temperatura si aggira attorno ai 30 gradi di giorno e ai 20 di notte, ma penso che ci sia tutto il tempo per un ritorno del caldo».
Il maltempo crea problemi alle colture, ma per quelle “spontanee” invece il clima fa miracoli: ad esempio a Sassello con molta probabilità, ad agosto, in netto anticipo rispetto al solito, si darà il via alla stagione dei funghi, solitamente prevista non prima dell’inizio di settembre. Qui e’ nato da poco il “Consorzio dei Funghi” di Sassello, che partirà ufficialmente proprio con l’inizio della stagione.

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