L’estate del maltempo fa contenti solo i cercatori di funghi

Se ricorderemo l’estate 2014 per la crisi, per il maltempo che ha rovinato le vacanze agli italiani – e ha danneggiato i raccolti di frutta –, si ricorderanno di questa pazza stagione anche gli appassionati di funghi, tra le poche persone felici di vedere pioggia e umidità imperversare sulla nostra estate. La stagione dei funghi è infatti partita almeno un mese in anticipo rispetto agli altri anni e sul nostro Appennino è possibile raccogliere e degustare porcini, galletti, trombette del morto, ovoli e mazze di tamburo. Solitamente si dice ‘colpa’ e invece dobbiamo dire ‘merito’ del maltempo, che in montagna porta le temperature appena pochi gradi sopra lo zero, da Porretta a Granaglione, da Lizzano in Belbedere a Monzuno. Troviamo i funghi in alta quota tra faggeti e abetaie e anche ad altitudini inferiori, tra castagneti e querceti. Il cercatore di funghi deve essere munito di tesserino rilasciato generalmente dal Comune efungo deve rispettare le regole di raccolta imposte dalla legge.
Il maltempo che ha fatto proliferare i nostri sottoboschi deve indurre anche a una maggiore attenzione. Occorre la massima cautela poiché il desiderio della ricerca può spingere la gente a raccogliere anche specie poco conosciute ed è così che aumentano i rischi per la salute. Paradossalmente rischiano di cadere nel tranello i veterani della raccolta, mentre sono sicuramente più tutelate le persone che, sentendosi meno esperte, si rivolgono per le verifiche agli Ispettorati Micologici attivati dalle Aziende Usl.
La stagione anticipata ha portato ad avere nei nostri boschi i galletti, che sarebbero settembrini, fin da luglio; alcune specie di porcini che solitamente vediamo a metà ottobre; e poi le trombette del morto, che si chiamano così perché generalmente spuntano nel periodo in cui ricorre la celebrazione dei morti. Per quanto riguarda l’andamento del mercato, per i porcini le quote possono oscillare dai 18 ai 25 euro al chilo.
Come consumare i funghi raccolti? Alcuni possono essere consumati crudi, come l’ovolo buono o la lingua di bue, purché si tratti di esemplari giovani, perfettamente sani, freschi e ben lavati; altri vanno mangiati ben cotti, con cotture di almeno 15-20 minuti, finanche 30 per alcune specie. Ci sono poi funghi di cui si consuma solo il cappello, ad esempio la mazza di tamburo e il chiodino, e altri che vanno consumati solo essiccati. Attenzione anche per chi acquista: non comprate funghi da venditori ambulanti e non autorizzati, verificate sempre che la cassetta che li contiene sia munita del cartellino di avvenuto controllo, rilasciato dagli Ispettori Micologici dell’Asl, con tanto di nome della specie.
Saggezza popolare o detti: i funghi velenosi non fanno annerire gli oggetti d’argento messi in pentola durante la cottura… e il fatto che il fungo cambi colore nel punto del taglio non è mai una prova che il vegetale non sia commestibile. Così come non avere fiducia nel fatto che i funghi che crescono sui tronchi non siano mai velenosi.

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