Libro nero contro lo spreco, in fumo il 3% del Pil italiano

In Italia si produce troppo e si spreca ancora di piu’: addirittura il 3% dell’intero Pil nazionale. E’ quanto emerge dal ‘Libro nero sullo spreco alimentare in Italia’, lo studio a cura di Luca Falasconi e di Andrea Segre’, presentato in Cappella Farnese a Bologna. ”La sfida e’ trovare un nuovo equilibrio tra quantita’ e qualita’, e che quest’ultima sia garantita a tutti”, ha spiegato Segre’ dando appuntamento al 2011, che ‘Last Minute Market’ dedichera’ alla lotta contro lo spreco di acqua. Secondo il rapporto, ogni italiano ha a disposizione circa 3.700 calorie di cibo, quando le stime della Fao ne indicano come sufficienti 1.800-2.200. Numeri che giustificherebbero come il 67% degli uomini sia sovrappeso cosi’ come il 55% delle donne e un terzo dei bambini tra i 6 e gli 11 anni. Ma che mettono in evidenza come gran parte del surplus di calorie si perda lungo la filiera agroalimentare: ”Nel 2009 la stessa quantita’ di frutta e verdura consumata e’ rimasta nei campi”, ha sottolineato Falasconi, spiegando che ”agli agricoltori conviene non raccoglierla: sarebbe pagata loro sottoprezzo”. Un paradosso che porta ”a finanziare da un lato le produzioni agricole e dall’altro la loro distruzione”. In totale nel settore si perdono 3,7 miliardi in sprechi all’anno. Nel mirino anche i 600 ipermercati italiani: in ogni stabilimento si gettano via 250 chili di cibo al giorno ”solo per motivi estetici”. Una mole di alimenti che potrebbe sfamare ogni anno 636.000 persone per un valore di oltre 928 milioni. Solo per gestire come rifiuti la carne inutilizzata vengono sprecati 105 milioni di metri cubi di acqua e 8.000 ettari, con emissioni di anidride carbonica per 9,5 milioni di tonnellate. Insomma, secondo i calcoli di Segre’ e Falasconi, il cibo che si perde senza che arrivi sulle nostre tavole darebbe da mangiare a 44 milioni di persone, quasi un’altra Italia. Segre’ ha anche ricordato gli effetti positivi di ‘Last minute market’, il progetto di recupero degli alimenti invenduti dalle grandi catene di distribuzione: ”Aumenta del 20% la fiducia nel sistema in cui i soggetti operano”. La battaglia contro lo spreco ha trovato una forte sponda in Europa, grazie all’impegno del presidente della Commissione agricoltura Paolo De Castro: ”Non c’e’ una risposta unica allo spreco, se non aumentare la consapevolezza. Tutti devono avere la percezione dell’impatto delle proprie scelte personali”, ha spiegato. La proposta di istituzione del 2011 come anno europeo contro lo spreco avra’ come portavoce l’europarlamentare Salvatore Caronna e nelle prossime settimane sara’ all’esame del Parlamento Ue. La giornata si e’ poi conclusa con un affollatissimo pranzo a base di cibo di recupero nel cortile del palazzo comunale, e con la consegna del primo premio ‘Non sprecare’ a Don Ciotti. (ANSA).

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