L’impianto fotovoltaico galleggiante piu’ grande d’Europa

E’ stato inaugurato ufficialmente il nuovo impianto fotovoltaico su isole galleggianti realizzato da Bryo spa nel bacino Con.Ami di Bubano (Mordano, nei pressi di Imola). L’impianto e’ il più grande d’Europa di questo genere : è costituito da 5 isole galleggianti (poste in uno dei bacini di proprietà di Con.Ami a Bubano), della potenza di circa 100 kWp ciascuna, per un totale di circa 500 kWp su una superficie complessiva di 5.550 mq., ovvero più di 13 campi da basket.
L’intervento, a carico di Bryo, è costato 2,1 milioni di euro. In totale l’impianto produrrà 600.000 kwt/ora all’anno: se si considera che una famiglia media consuma 2.500 kwt/ora all’anno, l’impianto è in grado di coprire il consumo medio annuo di 240 famiglie.All’inaugurazione sono intervenuti Stefano Golini, Sindaco di Mordano, Daniele Manca, Sindaco di Imola, Stefano Manara, Amministratore delegato Bryo Spa, Emanuele Burgin, Assessore all’Ambiente e Politiche energetiche Provincia di Bologna e Simonetta Saliera, Vice Presidente Regione Emilia-Romagna.
“Quello che inauguriamo oggi ci risulta essere l’impianto fotovoltaico galleggiante più grande d’Europa – ha sottolineato Stefano Manara, amministratore delegato di Bryo spa -. Si tratta di un progetto ad alto contenuto innovativo, che consente di sfruttare la superficie dell’acqua, altrimenti non utilizzata, senza consumare terreno agricolo e che ci permette di sperimentare l’effetto del raffrescamento sui pannelli nei mesi più caldi”.Manara ha poi voluto ringraziare in modo particolare Protesa, l’azienda del gruppo Sacmi che ha progettato e realizzato a tempo di record questo impianto. “Ci sono voluti 40 giorni per realizzarlo, venti dei quali per il premontaggio in azienda e altri venti per il montaggio finale in acqua, fatto in dicembre, in condizioni ambientali spesso difficili. Per questo va la mia piena riconoscenza e stima ai tecnici di Protesa”.
L’impianto può essere replicato anche in altri bacini, agricoli e non, con moduli da circa 100 kWp (equivalenti a circa 1110 mq). La loro adattabilità allo specchio d’acqua li rende particolarmente versatili. L’impianto è collegato alla cabina elettrica tramite un cavo a tenuta stagna che corre sott’acqua. I pannelli sono sopraelevati di circa 40 centimetri rispetto all’acqua e poggiano su telai in acciaio galvanizzato fissati sopra i galleggianti. L’energia elettrica prodotta viene venduta ad Hera.Il sindaco di Mordano, Stefano Golini ha evidenziato “quella di oggi è un’occasione ricca di valenze positive per il territorio sia sotto l’aspetto ambientale che economico, perché si produce energia pulita da fonti rinnovabili, proprio nel solco di quell’impegno che come giunta comunale ci siamo dati fin dal nostro insediamento”.
Apprezzamento per il lavoro svolto da Bryo è venuto anche dal sindaco di Imola e presidente dell’Assemblea dei sindaci del Con.Ami, Daniele Manca. “La riconversione in chiave ecologica dell’economia è una grande opportunità di sviluppo e l’impianto di oggi testimonia l’impegno che aziende del territorio, pubbliche e private, sanno mettere nella ricerca e nello sviluppo – ha sottolineato Manca -. Purtroppo il governo nazionale non ha una politica energetica e tanto meno una visione strategica in questo settore e questo è un grave limite allo sviluppo economico ed alla ricerca per il nostro Paese”. “Questo impianto si colloca all’interno di un processo di innovazione e di futuro e stimola anche ad investire ulteriormente nella ricerca di fonti di energia rinnovabile. Mi auguro che posa essere punto di riferimento anche per altri investimenti del genere” ha concluso Manca.
Per Emanuele Burgin, Assessore all’Ambiente e Politiche energetiche Provincia di Bologna “si tratta di un’operazione doppiamente importante, perché da un alto si produce energia da fonti rinnovabili, come il sole, dall’altro si utilizza l’acqua di un bacino esistente, senza intaccare il terreno agricolo”.
“Voi oggi avete dato un ottimo esempio di cultura di comunità, di buona cultura amministrativa, che vede agire insieme pubblico e privato per creare vantaggi a tutta la collettività” ha sottolineato da parte sua Simonetta Saliera, Vice Presidente Regione Emilia-Romagna. “Questa soluzione in acqua è un esempio di cui la Regione dovrà tenere conto nell’utilizzo del territorio” ha aggiunto la vice presidente Saliera, sottolineando come “dal 2001 la Regione è impegnata a sostegno delle produzioni di energia da fonti rinnovabili ed oggi sono oltre 18 mila gli impianti realizzati, con più di 2mila aziende impegnate nel settore, con l’obiettivo di rafforzare questa scelta attraverso il “Secondo Piano triennale di attuazione del piano energetico regionale 2011-2013”. La vice presidente Saliera ha poi evidenziato “c’è un rapporto di contrasto tra il governo nazionale e regioni come la nostra, che vogliono investire nelle fonti rinnovabili e guardare all’Europa. Il governo invece non ha una vera politica energetica e con il decreto Romani si rischia una forte penalizzazione dello sviluppo di produzione di energia da fonti rinnovabili”.
Bryo Spa è stata costituita nel 2010 dal Con.Ami (Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale), con sede a Imola e dalle cooperative imolesi Sacmi, Cti e Cefla: questi quattro soci detengono ciascuno il 25% delle quote. L’azienda mette a disposizione soluzioni innovative per generare energia elettrica da fonti rinnovabili ed assimilate e primariamente per impianti fotovoltaici ed impianti a biomasse. Bryo progetta, costruisce e mantiene impianti fotovoltaici e ne garantisce la perfetta durata e redditività forte della solidità dei quattro soci proprietari.Con questo impianto, Bryo ha investito nel fotovoltaico 11 milioni di euro nel 2010, per la realizzazione di 5 impianti e 3,6 milioni di euro sono in corso di investimento nel 2011, per la costruzione di un impianto fotovoltaico sul tetto dello stabilimento Gyproc Saint-Gobain a Casola Valsenio (Ravenna), sostituendo l’attuale copertura di circa 16.000 mq in eternit (cemento-amianto). “Nel 2011 vogliamo continuare gli interventi di rimozione dell’amianto dai tetti sostituendo le coperture con impianti fotovoltaici, secondo un modello di business che prevede per l’investitore la totale rimozione dell’amianto, l’applicazione di un impianto fotovoltaico completamente garantito per 15 anni e un ritorno economico positivo fin dal primo anno – ha concluso Manara -. Inoltre prevediamo di avviare i primi impianti a biomasse”.

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