L’industria del cibo apre le porte agli studenti

Far toccare con mano agli studenti la sicurezza e la qualità nutrizionale dei prodotti alimentari italiani, promuovendo corretti stili di alimentazione. E’ questo l’obiettivo dell’iniziativa ‘Apertamente-il gusto fa scuola’ promossa da Federalimentare che nella settimana dal 17 al 26 novembre porterà circa 10.000 studenti all’interno di 50 stabilimenti alimentari. Giunta alla sua quinta edizione, ‘Apertamente’ è quest’anno dedicata agli studenti e fa parte del protocollo siglato da Federalimentare con il Miur-Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca per diffondere una corretta alimentazione tra i giovani. Non è un caso – sottolinea l’associazione confindustriale – che un 21% di giovani tra i 14 e 17 anni, secondo un’indagine del’Università degli Studi Milano-Bicocca, ritenga che la dieta mediterranea sia una dieta “che si fa al mare, a base di pesce”. ‘Apertamente’ si inserisce in un percorso intrapreso già da qualche tempo dall’industria alimentare con le scuole. Circa un terzo delle aziende alimentari italiane (32,0%) è stato coinvolto in attività didattiche di educazione alimentare e quasi la metà, il 45,5%, ha comunque accolto studenti all’interno delle proprie aziende per le stesse finalità. “Con Apertamente – afferma Filippo Ferrua Magliani, presidente di Federalimentare – vogliamo far toccare con mano a bambini e ragazzi delle scuole italiane il nostro impegno quotidiano per trovare una sintesi sempre più avanzata tra il gusto, la sicurezza e la qualità nutrizionale. Raccontare ai giovani come nasce il cibo che portiamo in tavola, le sue materie prime e la lettura dell’etichetta nutrizionale permetterà loro di compiere scelte consapevoli e salutari”. L’industria alimentare italiana ha finanziato per oltre un milione di euro due cicli di corsi rivolti ai referenti territoriali e ai docenti delle scuole secondarie di primo grado, l’implementazione di strumenti digitali e tecnologici a supporto della didattica, in primis il sito www.ilgustofascuola.it, e la partecipazione di migliaia di studenti ad ‘Apertamente’. Il sistema dell’industria alimentare italiana ha ribadito inoltre nell’accordo con il Miur gli impegni assunti nei riguardi di bambini e ragazzi, i cui costi medi annui nel triennio 2009-2011 sono stati pari a circa 300 milioni di euro. In particolare è stata curata la riformulazione dei prodotti: la riduzione o eliminazione di acidi grassi trans, zuccheri, grassi saturi e sale tramite attività di ricerca, ricettazione e ingredientistica con l’introduzione di 4.200 prodotti nuovi o riformulati e il riporzionamento di 3.600 prodotti. Ma si è anche rinunciato ai distributori automatici di prodotti dolciari e bevande analcoliche nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, si è curata la promozione dell’attività fisica tramite corsi di formazione, materiale didattico, visite aziendali e si sono promosse campagne di sensibilizzazione sull’abuso di alcol e la guida sicura. Il protocollo Federalimentare-Miur prevede infine una forte interazione tra industria e mondo della ricerca, con una serie di attività a carico del sistema associativo e delle aziende, che ha già portato a un primo importante risultato nella ricerca tecnologica in campo agroalimentare. Federalimentare ha coordinato insieme a Aster (Consorzio tra Regione Emilia Romagna, Università, Enti di ricerca, e Associazioni Imprenditoriali) la partecipazione del sistema italiano delle imprese alimentari al cofinanziamento per circa 24 milioni di euro dei 4 progetti su nutrizione, sicurezza, sostenibilità e produzione del bando del Miur Cluster Agrifood nazionale.(ANSA)

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