L’interprofessione suinicola lavora alla certificazione delle carni


L’Associazione Gran Suino Italiano, la prima Organizzazione Interprofessionale della suinicoltura si è costituita in Emilia-Romagna nei primi giorni di ottobre con la finalità di creare un sistema capace di restituire valore alle produzioni suinicole nazionali. L’organizzazione che ha visto in Giovanna Parmigiani, Presidente Nazionale della Sezione di Prodotto Carni Suine di Confagricoltura il motore propulsore, sta alacremente lavorando al suo prossimo importante obiettivo: far certificare le produzioni secondo il Sistema di Qualità Nazionale. “Dobbiamo superare gli interessi di parte di ciascun attore della filiera – ha spiegato l’allevatrice piacentina che è intervenuta al Tavolo Suinicolo Interregionale convocato lo scorso 27 novembre – abbiamo fatto passi impensabili sino a qualche anno fa: la costituzione dell’Organizzazione Interprofessionale è già di per sé un grande obiettivo, ora non dobbiamo fermarci: lavoriamo per riuscire quanto prima a presentare il disciplinare del Sistema Qualità Nazionale al Ministero per le Politiche Agricole così da poter valorizzare anche i tagli di carne fresca del suino pesante non destinati a salumi DOP o IGP, limiamo pure gli aspetti più critici, ma teniamo ben presente che il nostro comparto sopravviverà alla competizione internazionale solo se ci muoveremo in modo coordinato”. Il progetto mira a disciplinare un tipo di suino le cui caratteristiche ricalcano nella loro totalità quelle del suino destinato al circuito dei salumi DOP e IGP (Prosciutto di Parma e San Daniele), così da evitare costi aggiuntivi per gli operatori della filiera e segmentare il più possibile il mercato del suino pesante valorizzando tutti i tagli di carne attraverso una più efficace comunicazione ai consumatori delle specificità produttive che garantiscono l’alta qualità delle carni e conquistando così nuove fette di mercato, anche all’estero. Al Tavolo interregionale dell’Emilia-Romagna e della Lombardia hanno partecipato anche funzionari di Piemonte e Veneto. La norma prevede, infatti, che il progetto possa essere presentato o da almeno quattro Amministrazioni Regionali o da un’organizzazione che rappresenti la maggioranza delle produzioni afferenti al comparto. Il Presidente dell’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Italiano, Guido Zama, ha voluto sottolineare come la proposta sia aperta a quanti intendono aderire portando il proprio costruttivo contributo, al contempo ha però indicato una tempistica che possa portare a conclusione l’iter entro gennaio 2013. Nel corso della riunione, l’organizzazione Interprofessionale ha infatti dichiarato che si candiderà ad ente proponente insieme ai 3 distretti suinicoli lombardi con i quali costituirà formalmente un A.T.I. per presentare il disciplinare al Ministero, così come richiede la normativa. “E’ stato un incontro importante – ha commentato soddisfatta Parmigiani – iniziamo a cogliere i primi risultati di un lavoro avviato oltre un anno fa che ci ha visti prima lavorare alla costituzione dell’OI, poi al consolidamento della base associativa. Ora arriviamo alla certificazione delle carni, abbiamo i numeri per farlo e siamo aperti a chi si vuole unire alla nostra proposta”.

Nella foto: Giovanna Parmigiani e Guido Zama, rispettivamente Presidente Nazionale della Sezione di Prodotto Carni Suine di Confagricoltura e Presidente dell’Organizzazione Interprofessionale del Gran Suino Padano.

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