Liquidazioni primaverili soddisfacenti per i soci di Apofruit

E’ tempo di bilanci per i soci di Apofruit. Nei giorni scorsi si sono svolte le Assemblee di liquidazione dei prodotti primaverili dei 3.800 soci.
Si tratta, in prevalenza, di fragole, asparagi e prodotti orticoli di serra – conferiti alla grande cooperativa ortofrutticola tra marzo e giugno 2012 – per un totale di 5.200 tonnellate che rappresentano per i soci un valore di oltre 7 milioni di euro. Una cifra che segna un aumento del monte liquidazioni del +6,6% rispetto all’anno passato.
Il prodotto prevalente è rappresentato dalla fragola, produzione strategica per la cooperativa. La produzione fragolicola di Apofruit è suddivisa tra due aree, la Basilicata (con 1.550 tonnellate di varietà Candonga, commercializzata col marchio di qualità Solarelli) e l’Emilia-Romagna (con 1.060 tonnellate, di cui il 12% biologiche). La produzione della Basilicata è stata liquidata ai soci ad un prezzo medio di 1,80 euro al Kg, mentre la produzione dell’Emilia-Romagna ad una media di 1,70 euro al kg in coltura protetta e 1,67 in pieno campo. Le fragole a produzione biologica sono state liquidate ai soci al prezzo di 2,68 euro al kg.
“Nel complesso -è la valutazione di Walter Buccella, Direttore Commerciale di Apofruit- l’andamento di mercato della fragola è stato, pur con differenziazioni importanti durante il periodo di raccolta, complessivamente positivo premiando in termini di risultati economici le varietà che esprimono elevate caratteristiche organolettiche.
Il 20% della nostra produzione complessiva viene esportata e gran parte della produzione romagnola è particolarmente finalizzata al mercato estero. Il forte ritardo di maturazione delle produzioni in Europa ha consentito di esportare a prezzi interessanti fino alla fine di maggio”.
Alla produzione delle fragole di Apofruit si aggiungono le 6.500 tonnellate della cooperativa Sole di Caserta, che commercializza la propria produzione attraverso la controllata Mediterraneo Group.
Ciò fa sì che con 10.000 tonnellate di fragole, commercializzate in un arco temporale di 10 mesi, il gruppo Apofruit si riconferma il leader italiano in questa coltura.
Negli ultimi anni la cooperativa ha sviluppato una interessante produzione di fragole rifiorenti, produttive per circa 8 mesi all’anno, sia sul territorio romagnolo che in Calabria, nell’altopiano della Sila.
Risultati in linea con le aspettative anche per gli asparagi e i pomodori dei soci siciliani di Apofruit. Per gli asparagi si è registrata una raccolta leggermente ritardata, ma il risultato è stato comunque migliore rispetto all’anno passato (circa 10 centesimi in più al kg). Per le produzioni di ortaggi in Sicilia va evidenziato il positivo risultato ottenuto sia in termini economici che di aumento dei quantitativi prodotti.
Determinante rimane la programmazione produttiva evitando surplus che sarebbero penalizzanti in termini di risultati economici.
“La crisi economica persiste –commenta il Presidente di Apofruit Italia Mirco Zanotti– ma credo che questi risultati, che sono la prova di come l’innovazione possa incidere positivamente sui bilanci, possano portare soddisfazione ai nostri soci. Naturalmente occorre ricordare che ai prezzi del listino vanno aggiunti i contributi Ocm, pari, nella fragola e negli ortaggi, al 5% del valore della liquidazione, e il contributo per la certificazione Global Gap di altri 4 centesimi”.
Le Assemblee sono state anche una occasione per fare una prima analisi, con i produttori associati, della campagna estiva che si sta concludendo e in particolare dei risultati di pesche e nettarine. Benché non ancora definitivi per i produttori, si profilano prezzi più remunerativi rispetto al 2011. Un’anticipazione confortata dal buon andamento delle varietà precoci (che ha interessato particolarmente la produzione dei soci dell’area del Metaponto e della Puglia).
Nel proseguo della campagna il mercato si è assestato su livelli più bassi anche se l’offerta scarsa di calibri medio-grossi ha portato a dei risultati positivi per i frutti di buona pezzatura, mentre non hanno trovato le condizioni di mercato per un’adeguata remunerazione ai soci i frutti di calibro piccolo. Ciò porterà ad una accentuata differenziazione nei risultati economici dei produttori con risultati positivi per chi ha conferito un prodotto di buon calibro e delle varietà più pregiate, mentre i risultati saranno probabilmente insufficienti a coprire i costi di produzione per chi ha avuto un prodotto di calibro piccolo.

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