Lorenzin, allarme carne ingiustificato; Oms conferma rischi

carne 2”Un allarme ingiustificato”. Così il ministro della Salute Beatrice Lorenzin definisce lo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sul rischio cancerogeno delle carni rosse e lavorate ma, a tre giorni dalla pubblicazione dei dati, l’organizzazione replica per la prima volta alle polemiche: ”L’annuncio non era allarmista, sono stati identificati dei rischi”, e il report finale ”che sarà disponibile a metà 2016, esporrà le medesime conclusioni”, ha affermato all’ANSA Kurt Straif, a capo del Programma monografie dell’International Agency for Research on Cancer (IARC) dell’Oms.
”Lo studio in questione noi non lo abbiamo – ha detto Lorenzin a margine della celebrazione al Quirinale della Giornata nazionale per la ricerca sul cancro -. Ne abbiamo vista una sintesi sulla rivista Lancet. Abbiamo chiesto di avere il testo completo, ma ci dicono che lo studio non sarà pronto prima della seconda metà del 2016. Intanto però – ha rimarcato – allarmismo è stato fatto, ed in modo ingiustificato”. Ovviamente, ha precisato il ministro, ”dobbiamo dare autorevolezza alle istituzioni scientifiche mondiali, ma il punto è che è stato presentato un sunto su una rivista scientifica a cui è stata data una rilevanza mondiale, senza però avere noi il testo completo della ricerca”. Quindi, ha avvertito, ”non creiamo allarmismi che non ci sono e affidiamoci invece alla Dieta Mediterranea”.
La replica del responsabile Iarc rimarca però le posizioni dell’Oms ed i dati diffusi: ”Le conclusioni della valutazione – afferma Straif – sono state pubblicate sulla rivista Lancet Oncology, insieme al razionale ed ai riferimenti chiave. Il Report finale, che sarà disponibile alla metà del 2016, fornirà dati dettagliati dalla revisione degli studi, ma le conclusioni ed il ragionamento alla base saranno gli stessi di quelli già riportati”. L’annuncio dello Iarc, sottolinea, ”non era allarmista. La comunicazione dello Iarc afferma esplicitamente che, sebbene rischi siano stati identificati, la grandezza di tali rischi è piccola se paragonata ad altri ben noti cancerogeni come il fumo di sigaretta”. Dunque la ”nuova valutazione dello Iarc – prosegue – rafforza le raccomandazioni esistenti da parte delle autorità sanitarie di limitare il consumo di carni rosse e di carni lavorate”. Queste includono, aggiunge, ”una raccomandazione dell’Oms del 2002 di limitare l’assunzione di carni lavorate per ridurre il rischio di cancro del colon-retto”. Lo Iarc, rileva Straif, ”ha anche rilevato che la carne ha noti benefici nutrizionali, ma che i singoli possono scegliere di ridurre la propria assunzione di carne”.
Dunque, ha precisato successivamente anche il portavoce dell’Oms Gregory Hartl, ”l’ultima revisione dello Iarc non chiede alle persone di smettere di mangiare carne lavorata, ma indica che ridurre il consumo di questi prodotti può ridurre il rischio di cancro del colon-retto”.
Anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, è tornato sulla questione ribadendo che ”non vanno assolutamente creati allarmismi esagerati, anche perché queste ricerche sono note da tempo e il tema vero che pongono è quello della corretta dieta, dell’equilibrio tra quantità, qualità, composizione nutrizionale degli alimenti”. (di Manuela Correra) (ANSA)

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