Luci e ombre sulle prime smielature

api 3L’acacia complessivamente si fa, ma soprattutto al Centro Sud, poco agrumi (a parte la Calabria): sono sotto le aspettative le prime importanti produzioni di miele in Italia. Gli orsi si mangiano gli alveari in Trentino… Ma a preoccupare di più sono i furti!
E’, in estrema sintesi, la rilevazione mensile dell’Osservatorio Nazionale Miele per la produzione in Italia nel mese di maggio. Una fotografia molto importante, perché può dare un’idea abbastanza precisa sulla produzione dei due mieli di maggiore rilievo (ACACIA e AGRUMI) per il reddito dell’apicoltura italiana. Purtroppo i dati non sono soddisfacenti, soprattutto in rapporto alle aspettative dell’avvio di stagione.

La produzione di miele di ACACIA è nell’insieme soddisfacente, con produzione diffusa su tutto il
territorio nazionale, in particolare nelle zone non vocate per questo miele del Centro Sud che raggiungono livelli produttivi ottimi di 25-30 kg/alveare. Insoddisfacente, purtroppo, la produzione in un’area di grande rilievo produttivo come quella del Piemonte occidentale.
Per il miele di AGRUMI la produzione è stata complessivamente insoddisfacente, poiché molto al di sotto le medie consuete. In Calabria però si può stimare una produzione media compresa tra 20 e 30 kg/alveare.
Risultati deludenti anche per il miele di SULLA, produzione tipica del Centro e Sud Italia, così come per il miele MILLEFIORI PRIMAVERILE. In Sardegna il clima siccitoso unito alla forte ventosità di maestrale, ha determinato fioriture non soddisfacenti. La media produttiva è inferiore a 10 kg/alveare, mentre in Molise i raccolti hanno dato circa 20 kg/alveare.

Il parere degli apicoltori sullo stato delle famiglie d’api è comunque nel complesso positivo.
All’ottimale uscita dall’inverno e al più che buono sviluppo d’insieme delle famiglie d’api in tutto lo Stivale, hanno fatto da contrappunto avvelenamenti episodici su varie fioriture, all’inizio di stagione.
Da segnalare, successivamente, una preoccupante e diffusa recrudescenza dei fenomeni di avvelenamento e spopolamento di interi apiari in zone omogenee. Dopo le piogge di metà aprile, le morie con sparizione totale delle api sono fortunatamente cessate.
Sono stati inoltre segnalati alcuni casi (circa 30 in totale) di alveari distrutti dagli orsi in diverse località del Trentino occidentale, mentre sono…sempre più preoccupanti i diversi episodi di furti d’alveari che sono stati denunciati in varie regioni (Abruzzo, Sardegna, Molise, Toscana).
Addirittura in Emilia Romagna si è arrivati al furto dei soli melari (ben colmi di miele di acacia) di un intero apiario. In questo caso…davvero di male, in peggio!

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