Macchine agricole: il made in Italy vince sui mercati esteri

Esportazioni in netta crescita per l’industria italiana delle macchine agricole. A fine 2011 le esportazioni di trattrici hanno raggiunto un valore complessivo di quasi 1,4 miliardi di euro, con una crescita del 14,2% rispetto all’anno precedente e con un saldo attivo della bilancia commerciale che si è incrementato del 16,7%; mentre le esportazioni di macchine agricole raggiungono un valore di oltre 2,5 miliardi di euro, con un incremento del 14,7%. Cresce l’export anche per quanto riguarda le macchine per movimento terra, che raggiungono un valore di 1.547 milioni di euro, che incrementa il risultato del 2010 con un vistoso +37,5%. I positivi dati di mercato – diffusi questa mattina a Bologna nell’ambito dell’Assemblea generale di FederUnacoma, la Federazione che in seno a Confindustria rappresenta le industrie di settore – sono confermati anche nei primi mesi dell’anno in corso: nel trimestre gennaio-marzo 2012, infatti, l’Istat indica incrementi in valore del 24,8% per le trattrici, dell’11,2% per le macchine agricole, del 29,6% per le macchine movimento terra.
La crescita dell’export spinge la produzione del settore, che nel corso del 2011 segna incrementi molto significativi: le trattrici hanno raggiunto un numero di quasi 68 mila unità prodotte, con un incremento dell’11,3% rispetto al 2010, e un valore pari a 2,22 miliardi di euro (+12%). Per le altre macchine agricole la produzione totale ha raggiunto la quota di quasi 621 mila tonnellate complessive, con un incremento del 9% rispetto al 2010, e un valore di 4,34 miliardi di euro (+8,5%). La stessa industria del movimento terra chiude il 2011 con una produzione complessiva in peso pari ad oltre 385 mila tonnellate, che corrispondono ad un incremento di oltre 9 punti percentuali, e con un valore di 2,46 miliardi di euro (+11,8%). A fare da contraltare a questa positiva affermazione dell’industria italiana è ancora una volta il mercato interno che vede il numero complessivo di immatricolazioni di trattrici fermo a quota 23.431, pari ad appena un +0,46% sull’anno precedente. Per quanto riguarda le altre tipologie di macchine e attrezzature agricole il quantitativo globale assorbito è pari 314.316 tonnellate, per un valore di 2,28 miliardi di euro, con un incremento non superiore al 2,1% in peso. Per le macchine movimento terra si registra un forte decremento, pari al 21,2% rispetto all’anno precedente, un dato particolarmente pesante perché si aggiunge al calo dell’8,9% registrato nel 2010 e al crollo del 37% avuto nel 2009. “I lievi incrementi registrati a fine 2011 per trattrici e macchine agricole – ha spiegato il Presidente di FederUnacoma Massimo Goldoni – sono il saldo di un anno iniziato con forti incrementi nelle immatricolazioni dovuti agli effetti del decreto incentivi e dei piani Psr, ma proseguito con cali costanti di vendite che hanno finito per annullare i vantaggi dati dalla buona partenza”. Questo a conferma di come – in assenza di elementi propulsivi esterni – la domanda di macchinario agricolo continui ad essere modesta nel nostro Paese, a causa delle difficoltà dell’economia primaria ad effettuare investimenti per il miglioramento delle proprie dotazioni tecnologiche, e a causa della crisi del settore delle costruzioni dal quale dipende il mercato delle macchine movimento terra”. “Abbiamo un piano per far emergere la domanda di meccanizzazione potenzialmente presente nel nostro Paese nei settori non soltanto dell’agricoltura ma anche della multifunzionalità, dell’ambiente e della protezione civile – ha aggiunto Goldoni – ma sappiamo che i mercati esteri rimangono la nostra maggiore risorsa”. “Anche in questo caso – ha aggiunto il Presidente di FederUnacoma – dobbiamo uscire dalle rotte più tradizionali, vedi in particolare quelle dell’Europa e dei Paesi BRIC, e saper guardare anche a nuovi mercati, senza sottovalutare l’Africa, che ancora oggi detiene appena il 2% dell’intero parco trattrici presente nel mondo e che offre dunque immense possibilità di cooperazione economica per le nostre imprese”.

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