Macchine da cantiere: primo trimestre ancora in rosso

Non c’è ripresa nel mercato italiano delle macchine da cantiere. Dopo il cattivo andamento delle vendite registrato nel 2010, con un calo complessivo a fine anno dell’8,9%, nel primo trimestre 2011 le vendite di apripista, escavatori, pale meccaniche, terne, miniescavatori e minipale, dumper e sollevatori telescopici risultano ancora in negativo. Nel primo quarto dell’anno, infatti, le vendite di macchine movimento terra – secondo i dati elaborati dalle associazioni dei costruttori e degli importatori – sono in calo del 14,3% rispetto allo stesso periodo 2010, in ragione di 2.236 macchine complessivamente assorbite dal mercato nazionale. Ancora più pesante il bilancio per il segmento delle macchine per le lavorazioni stradali (rulli e vibrofinitrici) che segnano un passivo del 42,3% rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Esaminando le singole linee di prodotto, si nota un calo meno marcato per le macchine “tradizionali” (escavatori e pale) che segnano –10,9%, un calo più sensibile per le “compatte” (miniescavatori e minipale) che registrano un –17,3%, e un forte passivo per le “terne”, che segnano –35,7%.
A differenza di quanto avvenuto nel settore delle macchine per l’agricoltura, dove nel primo trimestre si è registrato un incremento delle vendite (+22% per le trattrici) quale effetto degli incentivi rottamazione di fine 2010 e dei finanziamenti dei Piani di sviluppo rurale, il comparto delle macchine movimento terra ha tratto poco giovamento dal decreto incentivi, assicurandosi un modesto 7% del totale dei fondi assegnati alla meccanizzazione.
“Al di là di questo aspetto – commenta il Presidente di Unacoma/Comamoter Massimo Goldoni – il comparto del movimento terra risente del cattivo andamento delle attività edilizie e delle grandi opere, e ha bisogno non solo di incentivi ma di una strategia di sostegno ampia e articolata”. “Proprio a questo scopo – aggiunge Goldoni – abbiamo istituito a metà aprile, con il Ministero dello Sviluppo Economico e con le altre sigle che rappresentano i vari comparti della cantieristica, un “tavolo di crisi” finalizzato a studiare un pacchetto d’interventi, comprendente fra l’altro un dispositivo premiante per le ditte appaltatrici che acquistano macchine nuove, misure per contrastare l’importazione di macchine sprovviste dei requisiti richiesti dalla normativa europea, e iniziative per il rilancio delle case costruttrici italiane sui mercati esteri”.

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