Macchine da cantiere: un mercato da rilanciare

La crisi dell’edilizia e delle grandi opere penalizza il mercato delle macchine da cantiere, che anche nel primo trimestre 2012 registra pesanti flessioni. I dati, elaborati dalle associazioni che rappresentano i vari comparti della meccanizzazione per le costruzioni, indicano nel periodo gennaio-marzo un calo complessivo del 22,4% per le macchine movimento terra e dell’11,1% per le macchine per i lavori stradali, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il dato si inserisce in un trend negativo che caratterizza il settore ormai da lungo tempo e che ha visto il mercato del movimento terra chiudere il 2011 con una flessione del 21,3%, dopo un consuntivo 2010 che già segnava un calo del 9%.
Esaminando le varie tipologie di macchine, si rileva un calo del 18,9% per le “macchine tradizionali” ( comprendenti apripista, escavatori cingolati e gommati, pale gommate) in ragione di 450 unità complessivamente vendute; e un calo del 23,5% per le “macchine compatte” (miniescavatori, minipale compatte e minipale compatte cingolate) a fronte di 1.091 unità vendute. I sollevatori telescopici segnano un passivo del 33,6% (140 unità vendute), mentre in crescita – unico segmento in controtendenza – risultano le terne, che complessivamente registrano un incremento del 38,9%. A proposito di questa tipologie di macchine bisogna tuttavia osservare come gli incrementi siano riferiti ad un numero di unità relativamente modesto (appena 50 mezzi), e ricordare come il comparto delle terne provenga da una lunga serie negativa (-33,7% nel solo consuntivo 2011) che rende estremamente difficile il ritorno di questa tipologia di macchine sugli stessi livelli di mercato di alcuni anni orsono. Per quanto riguarda la macchine specifiche per i lavori stradali – rulli e vibrofinitrici – le vendite nel primo trimestre dell’anno segnano un calo dell’11,1%.“La crisi delle macchine da cantiere – spiega Massimo Goldoni, Presidente di FederUnacoma, la federazione della Confindustria che al proprio interno rappresenta, con la sigla Comamoter, il settore del movimento terra – non dipende certamente da una saturazione del mercato o da fattori legati alla qualità delle tecnologie, perché le nostre industrie continuano a crescere sui mercati esteri, come dimostrano i dati Istat sulle esportazioni che indicano un incremento del 37,5% in valore nel corso del 2011, ma dipende dalla situazione strutturale del nostro Paese, dove il settore delle costruzioni versa in situazione di grave crisi”.“Sappiamo quanto i ritardi nei pagamenti per i lavori commissionati dagli enti pubblici stiano penalizzando il settore delle costruzioni – aggiunge Goldoni – ed è necessario che il Governo e gli enti locali si facciano carico di questa situazione e che tornino ad investire, considerando che alcuni presidi strategici non possono comunque essere abbandonati”. “Le macchine per il movimento terra sono fondamentali per la protezione civile e per tutte le opere di prevenzione e contrasto delle calamità naturali – spiega Goldoni – e presto avvieremo una ricognizione puntuale sul fabbisogno reale di macchine per la protezione civile, laddove troppo spesso al cospetto di emergenze climatiche e ambientali gli enti pubblici sono costretti ad arrangiarsi con mezzi ‘fai da te’ che si rivelano inefficienti e pericolosi”.

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