Macfrut 2010: più estero e più attenzione al consumo

L’ortofrutticoltura è un settore importante per l’agricoltura e la stessa economia italiana, in quanto con il 2% della produzione mondiale il Belpaese è al sesto posto dopo colossi quali la Cina (37% del totale ortofrutta) India (10%), USA (4%) Brasile e Turchia (entrambi 3% del totale). L’Italia mantiene il primato in Europa: su 126 milioni di tonnellate prodotte, il 25% proviene dai campi e dalle serre italiane.
Nel 2009 l’ortofrutta italiana ha realizzato oltre 31 milioni di tonnellate per una PLV (Produzione Lorda Vendibile) di 10,5 milioni di Euro e un fatturato complessivo di 22 miliardi di Euro. Un fatturato determinato sia dal forte export (3,1 miliardi in valore –seppure in calo sul 2008, che ha dimostrato tutta la sua capacità di essere un veicolo del Made in Italy), sia per l’indotto. Ovvero tutto ciò che ruota attorno al campo prima (ricerca, sementi, macchine agricole, tunnel, serre e loro impianti) e dopo: dalla frigoconservazione al trasporto, dalla lavorazione (calibratura, selezione, lavaggio, ecc) al confezionamento. Non solo, perché l’ortofrutta oggi può essere acquistata fresca, surgelata e “lavorata” (quarta e quinta gamma). E da qualche tempo sono stati lanciati frullati, barrette, ovvero nuovi modi per mangiare frutta.
Il consumo di ortofrutta (solo le famiglie hanno speso 14 miliardi di Euro nel 2009) è ormai considerato un importante modo di prevenzione per mantenersi in salute ed ora viene associato al grado di benessere (lo “star bene”) della gente. Si pensi che l’Europa e l’Italia investono per fornire frutta ed educare a consumarla nelle scuole.
Al “mondo” dell’ortofrutticoltura è rivolto MACFRUT, a Cesena dal 6 all’8 ottobre prossimi, che in questa 27a edizione è particolarmente rivolto all’internazionalizzazione.
Già nel pomeriggio di martedì 5 ottobre, ci sarà l’anticipazione con il secondo “Summit Europeo della frutta”, durante il quale esperti e operatori europei e a livello mondiale esamineranno le previsioni produttive per la campagna invernale di kiwi, pere, mele ed agrumi.
L’apertura della rassegna coincide con il “G 20 – Forum delle Regioni Ortofrutticole”, primo incontro fra gli Assessori delle regioni di tutta Europa a maggior rilievo ortofrutticolo. Se si esamina il programma convegni, si vede che varie tematiche (IV Gamma, Bio, Sementi, OCM, Mercati Generali) sono al centro di incontri internazionali, e imprese e gruppi hanno voluto organizzare iniziative e meeting (Edeka, Pomonà, Fedagromercati, Consorzio dell’Arancia Rossa, Melannurca).
Senza trascurare la “classica” funzione di una rassegna, cioè di essere una “vetrina” e un momento di business. Funzioni che Macfrut svolge bene e con soddisfazione dei buyers e degli espositori, ad esempio, con la preparazione di oltre 300 incontri B2B fra aziende estere ed espositori, in base ai desiderata precedentemente pervenuti.
Importanti presenze sono quelle della distribuzione moderna italiana ed internazionale (da Coop Italia e Conad alle già citate iniziative della tedesca Edeka e della francese Pomona). Non solo, perchè le imprese della IV e V gamma danno vita al Salone del “Fresh Cut”, e le aziende sementiere al Salone “Strada della qualità”, ovvero due modi paralleli e significativi di porre all’attenzione di visitatori ed istituzioni due comparti dell’ortofrutticoltura.
Fra i 700 espositori (su una superficie di30mila mq) non mancheranno quelli esteri.
Una esigenza molto avvertita nel settore è l’ INNOVAZIONE, nel suo duplice aspetto di nuove varietà, più adatte ai bisogni del consumatore, e come capacità di arricchimento dei processi di preparazione. Come dimostra la IV Gamma che può essere considerata esempio dell’integrazione fra tali due aspetti.
Per favorire ricerca e sviluppo e promuovere idee e novità Macfrut ha istituito l’ Oscar Macfrut, Premio all’innovazione.
«Una novità -spiega Domenico Scarpellini, Presidente di Macfrut- viene dal fatto che nel 2010 mettiamo l’accento anche sull’aspetto rappresentato da una maggior attenzione alla fase del consumo ed a quella che viene definita soddisfazione del consumatore. Secondo noi non sono più sufficienti i soli aggregazione e coordinamento fra i produttori, occorre che la qualità sia percepibile e percepita al consumo. Anche perché una tale percezione potrebbe facilitare una maggior opportunità di allargare il mercato. Credo sia importante questa svolta per il settore, anche perché quest’anno presentiamo varie strumentazioni elettroniche che aiutano a riconoscere i frutti maturi e dolci al punto giusto».
All’interno di questa svolta e come parte della “Settimana del Buon vivere” (intesa come espressione di un territorio dove si vive bene e ai vertici della classifica del BIL-Benessere interno lordo), a Macfrut si terranno (giovedì 7 ottobre nel pomeriggio) una Tavola Rotonda su “Opportunità educative economiche e di sviluppo” sulle esperienze degli operatori ortofrutticoli che stanno lavorando nei programmi di frutta nella scuola, a cura di Alimos che proporrà, inoltre, nei tre giorni di Macfrut nel proprio stand incontri-seminari sull’educazione alimentare.
Venerdì 8 ottobre, in mattinata, Cooprevenzione organizza il Convegno “Star Bene e Buon vivere: quando la comunicazione fa la differenza.
«L’introduzione del BIL come metodo di valutazione di un territorio, è un aspetto importante, soprattutto in questa fase attraversata da elementi di crisi -prosegue Scarpellini- L’allargamento dei parametri “di lettura” è stata una componente dei giudizi che da tempo forniamo su Macfrut, se si considera che ricerchiamo la soddisfazione del visitatore e dell’espositore. Inoltre, l’ortofrutticoltura è una delle componenti del benessere più in generale, anzi Macfrut ha cercato di promuovere quelle nuove frontiere per una maggiore assunzione di frutta e verdura e per una maggior soddisfazione del consumatore».

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