Made in Italy: il cibo tarocco scippa 300 mila posti

Made in Italy alimentare sempre più ostaggio della contraffazione. I cibi tarocco ‘scippano’ 300 mila posti di lavoro all’Italia con un fatturato che tocca ormai i 60 miliardi di euro. In più, ed è l’ultima frontiera, almeno venti milioni di bottiglie di pseudo vino sono ottenute, nell’Unione Europea, da polveri ‘miracolose’ contenute in ‘wine-kit’. Dopo il Parmesao, lo Spicy thai pesto staunitense e gli chapagetti coreani arriva l’ennesimo scandalo ‘italian souding’ ed è la Coldiretti a denunciarlo al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione in corso a Villa d’Este a Cernobbio, dove è stata inaugurata la più ampia esposizione di falsi prodotti alimentari. “Dopo la diffusione in Nordamerica, dove si sta registrando un vero boom con la moltiplicazione delle ditte produttrici e delle etichette falsificate (tra esse California Connoisseur e Beaverdale), i wine kit – ha spiegato il presidente di Coldiretti, Sergio Marini dimostrando come in pochi minuti è possibile fare un falso doc usando le polverine – sono arrivati anche in Europa dove, non solo si possono acquistare via internet o in molti negozi ma è stato addirittura aperto uno stabilimento di lavorazione”. In Svezia la Coldiretti ha, infatti, scoperto la Vinland che a Lindome, vicino Goteborg, produce e distribuisce in tutto il Continente oltre 140mila wine kit (con i marchi Cantina e Docs’) all’anno dai quali si ottengono circa 4,2 milioni di bottiglie. Una spesa tra i 30 e i 40 euro per un kit da 30 bottiglie e in 5 giorni si producono in casa dei vini che imitano le più note denominazioni come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano. Completano il quadro istruzioni dettagliate con curiosi consigli per il perfetto ‘vigneron’ fai da te: dal ‘conservare il vino in luogo fresco e buio’ a ‘Il vino rosso va aperto alcune ore prima di servirlo a temperatura ambiente, mentre il vino bianco puo’ essere refrigerato in frigoriferò. Fino alla più emblematica: ‘Un bel bicchiere di vetro valorizza al meglio le caratteristiche del vino per cui e’ opportuno impiegare tale bicchiere per il produttore padrone di casa e bicchieri in plastica per gli altri commensali, in modo da non correre il rischio che gli ospiti siano troppo entusiasti del vino e ne chiedano ancorà. (dell’inviato Fabio Perego – ANSA)

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