Made In Italy: Coldiretti ER, bene Ministero Salute su abolizione segreto import

PomodororossiSono il pomodoro il lattiero-caseario e i salumi i settori che dovrebbero trarre i maggiori benefici in Emilia Romagna della decisione annunciata dal Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, che ha accolto la richiesta presentata dal presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, di togliere il segreto e di rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero, anche per combattere inganni e sofisticazioni.
E’ quanto afferma Coldiretti Emilia Romagna ricordando che la nostra regione produce il 30 per cento della produzione italiana di pomodoro e si trova a dover competere con semilavorati industriali prevalentemente da Cina e Stati Uniti pari a circa il 20 per cento della produzione nazionale. Ad arrivare in Italia è soprattutto concentrato in fusti da oltre 200 chili che vengono svuotati per confezionare il pomodoro in barattoli e vasetti da distribuire al consumo nel nostro Paese e all’estero, senza alcuna indicazione sulla reale provenienza in etichetta. Il risultato sono i bassi prezzi pagati agli agricoltori e il crollo del raccolto che nel 2013 è risultato essere il più scarso degli ultimi dieci anni, secondo le analisi dI Coldiretti.
Per quanto riguarda il settore lattiero caseario – informa Coldiretti – oltre alla montagna di importazione di latte a lunga conservazione (in Italia sono stati consumati 2,05 milioni di tonnellate di latte a lunga conservazione, ma di questi solo mezzo milione è di provenienza italiana mentre il resto è stato semplicemente confezionato in Italia o addirittura e arrivato già confezionato, con un impatto negativo sul lavoro e sull’economia del Paese), vengono importati anche semilavorati come le cagliate, polvere di latte, caseine e caseinati che vengono utilizzati per produrre, all’insaputa del consumatore, formaggi di fatto senza latte. Il falso Made in Italy colpisce anche i formaggi più tipici con la crescita esponenziale delle importazioni di similgrana dall’estero (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia) per un quantitativo stimato in 83 milioni di chili che fanno concorrenza sleale al Parmigiano Reggiano e al Grana Padano, ottenuti nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione.
Nel settore suinicolo – comunica Coldiretti – solo nell’ultimo anno sono scomparsi in Italia 615 mila maiali “sfrattati” dalle importazioni di carne dall’estero per realizzare falsi salumi italiani di bassa qualità, con il concreto rischio di estinzione per i prelibati prodotti della norcineria emiliano romagnola, dal culatello di Zibello alla coppa piacentina, dal prosciutto di Parma al cotechino e zampone modenesi. La chiusura forzata degli allevamenti – commenta Coldiretti – è stata causata dall’impossibilità di coprire i costi di produzione per i bassi prezzi provocati dalle importazioni dall’estero di carne di bassa qualità per ottenere salumi da “spacciare” come Made in Italy per la mancanza dell’obbligo di indicare in modo chiaro in etichetta la provenienza. In Italia – conclude Coldiretti – sono state importate 57 milioni di cosce di maiali dall’estero destinate ad essere stagionate o cotte per essere servite come prosciutto italiano, a fronte di una produzione nazionale di 24,5 milioni.
Dall’inizio della crisi – ricorda ancora Coldiretti – sono più che triplicate in Italia le frodi a tavola con un incremento record del 248 per cento del valore di cibi e bevande sequestrati perché adulterate, contraffatte o falsificate sulla base della preziosa attività svolta dai carabinieri dei Nas dal 2007 al 2013.
Gli ottimi risultati dell’attività dei Nas confermano l’efficacia del sistema di controlli in Italia contro un crimine particolarmente odioso perché – sottolinea Coldiretti – si fonda sull’inganno e colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa a causa della crisi e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo dietro i quali spesso si nascondono infatti ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi sui quali è importante garantire maggiore trasparenza. Lo dimostra il fatto che le importazioni agroalimentari in Italia hanno raggiunto la cifra record di 40 miliardi di euro nel 2013 con un aumento del 20 per cento rispetto all’inizio della crisi nel 2007, secondo l’analisi della Coldiretti.. sul mercato mondiale sotto la pressione della crisi è sostenuto – precisa Coldiretti – il commercio di surrogati, sottoprodotti e aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti.
Nel 2013 sono aumentati del 14 per cento gli allarmi alimentari in Italia con ben 534 notifiche sulla sicurezza di cibi e bevande potenzialmente dannosi per la salute, sulla base del sistema europeo di allerta rapido per alimenti e mangimi (Rasff), rispetto al 2007 in cui è iniziata la crisi. Si tratta – continua la Coldiretti – di un balzo record nel numero di notifiche nazionali al sistema di allerta comunitario per la prevenzione dei rischi alimentari, rispetto allo stesso periodo di cinque anni fa, prima dell’inizio della crisi. Peraltro l’82 per cento degli allarmi alimentari che si sono verificati in Italia sono stati provocati da prodotti a basso costo provenienti dall’estero.

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