Made in Italy: Coldiretti, piano in 4 punti per salvarlo

MostraUn manifesto di quattro punti indirizzato al Governo per tutelare i prodotti del made in Italy e salvare parte del sistema economico del Paese. Con questa richiesta si è appena conclusa la manifestazione degli allevatori della Coldiretti che ha portato questa mattina in piazza del Palamento dei maiali per salvare le stalle italiane. Questi i punti: completare l’iter dei decreti attuativi della legge sull’obbligo di riportare in etichetta l’origine dei prodotti agroalimentari per stoppare gli inganni a tavola e tutelando consumatori e produttori; chiarire come e con quali modalità vengono erogate le risorse pubbliche, in modo da darle solamente alle imprese italiane che utilizzano materie prime italiane e creano indotto sul territorio. E inoltre, rendere pubblici tutti i dati dei prodotti importati che oggi sono top secret, per sapere dove sono diretti; attuare l’articolo 62 sulla trasparenza degli scambi commerciali, contenuto in una legge dello Stato dello scorso anno in modo tale che, quando un prezzo riconosciuto all’agricoltore è inferiore ai costi di produzione (nel caso dei suini la percentuale è del -30%), siano previsti correttivi perché oggi i consumatori pagano molto e i produttori ricevono troppo poco.

Grande partecipazione bipartisan è stata manifestata dalle istituzioni. Dal palco hanno parlato in tanti, con un unico condiviso impegno: rendere operativa la legge che impone l’obbligo in etichetta dell’origine dei prodotti. ”E’ due anni che abbiamo la legge ma non i decreti attuativi – afferma Paolo Russo della Commissione agricoltura del Senato – solleciteremo con ogni mezzo i due ministeri, Salute e Politiche agricole”. ”Oggi la Coldiretti rappresenta tutta l’Italia – sottolinea Ermete Realacci presidente della Commissione ambiente della Camera – per uscire dalla crisi dobbiamo difendere le nostre produzioni”. ”Solleciteremo il Governo per rendere tracciabili i nostri prodotti – precisa Luca Sani presidente della Commissione agricoltura della Camera – la crescita del Paese passa dal settore primario”. ”E’ una battaglia che appoggio pienamente – afferma Dario Stefano intervenuto come ex coordinatore degli assessori regionali dell’agricoltura – il Governo deve avere uno scatto di reni ma la Legge di Stabilità parla troppo poco di agricoltura e in modo superficiale”. ”E’ un impegno che condividiamo – ha detto Filippo Bubbico vice ministro dell’Interno – l’agricoltura ha pagato tanto e può aiutare davvero l’economia”. ”Appoggiamo questa protesta con tutti i deputati della Commissione agricoltura perché è giusta – afferma Alessio Villarosa capogruppo alla Camera del M5S – in Parlamento si fa finta di approvare leggi a favore dell’agricoltura invece si fanno solo decreti”. Presenti le associazioni dei consumatori. ”Siamo tutti qui – sottolinea Rosario Trafiletti presidente di Federconsumatori – perché oggi si rivendicano dei diritti fondamentali dei cittadini come quello di sapere esattamente l’origine di quello che si mangia; basta raggiri”.
foto ADNKRONOS tratta da www.adnkronos.com

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