Made in Italy,da Coldiretti e Antitrust parole di apprezzamento al decreto Ronchi

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”Siamo di fronte ad un ulteriore passo in avanti nella tutela del Made in Italy”. Questo il commento rilasciato dal Presidente della Coldiretti, Sergio Marini, in occasione della conversione in legge del ‘Decreto Ronchi’ sulla tutela dei prodotti ‘interamente italiani’. Il presidente dell’organizzazione agricola ha espresso un giudizio ”positivo” sulle nuove norme presenti nel decreto come cosa si intende per prodotto interamente italiano, e la definizione delle sanzione a carico dei falsari. Marini ha inoltre sottolineato la stretta connessione che la tutela del prodotto italiano ha con l’importanza dell’esame dei disegni di legge sull’obbligo di menzionare nell’etichettatura degli alimenti l’indicazione di origine geografica, governativa e parlamentare. ”Il dibattito sulla riconoscibilita’ del made in Italy ha abbandonato il carattere ideologico e chiunque – ha precisato Marini- e’ oggi consapevole del rilevante impatto economico che ha sul tessuto produttivo del Paese. Per la definizione del prodotto Made in Italy il nuovo provvedimento legislativo – ha proseguito il presidente dell’organizzazione agricola – guarda all’intero processo produttivo e intende come realizzato interamente in Italia il prodotto o la merce, per il quale il disegno, la progettazione, la lavorazione ed il confezionamento sono compiuti esclusivamente sul territorio italiano”.
Sul tema è intervenuta anche l’Antitrust che, per voce del presidente Antonio Catricalà, ha smentito un qualsiasi pregiudizio dell’autorità per la concorrenza nei confronti dei marchi e delle origini controllate. “Noi siamo tutori del mercato – ha detto Catricalà – e sappiamo che il mercato ha due tutori, la concorrenza e l’innovazione: il brand italiano tira moltissimo, da’ grande fiducia all’estero”. Il presidente dell’Antitrust ha ricordato numerosi esempi di contraffazione internazionale (dal risotto ”Tuscan” prodotto in California al formaggio ”Belgioioso” del Wisconsin). ”Siamo sempre al Tar a difenderci da aziende che contestano nostre multe inflitte perche’ non si capisce da dove viene e da cosa e’ composto il prodotto. Quando perdiamo, non solo contro le banche ma anche contro queste imprese, ho notti agitate; quando vinciamo invece stappiamo una bottiglia di spumante. Ovviamente italiano”, ha concluso in tono scherzoso Catricala’. Il presidente dell’Antitrust ha infine ricordato il problema della filiera alimentare: ”dal produttore alla tavola, per esempio per le zucchine, il prezzo arriva a quadruplicarsi; molti passaggi sono inutili e andrebbero regolamentati – ha concluso Catricala’ – qualcosa va fatto, va semplificato il sistema della distribuzione”.

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