Mafia: Coldiretti, con la crisi trova terreno fertile e nel mondo diventa “marchio” commerciale

Carabinieri antifrodi parma olio bisSei disoccupati su dieci sono disposti ad accettare un posto di lavoro in un’attivita’ dove la criminalita’ organizzata ha investito per riciclare il denaro. E’ quanto emerge dall’indagine Coldiretti/Ixe’ presentata in occasione della nascita della Fondazione ‘“Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, promossa dalla stessa Coldiretti con il procuratore Giancarlo Caselli alla guida del Comitato Scientifico. La criminalità organizzata, secondo Coldiretti ” trova terreno fertile nel tessuto sociale ed economico indebolito dalla crisi “come dimostra il fatto che mafia, camorra,’ndrangheta e company possono contare su un esercito potenziale di circa 2 milioni di persone che, spinti nella marginalità economica e sociale, si dicono disponibili a lavorare per loro e tra queste 230mila persone non avrebbero problemi a commettere consapevolmente azioni illegali pur di avere una occupazione”. L’allentamento della tensione morale nei confronti della malavita provocato dalla crisi tocca la vita di tutti i giorni, continua Coldiretti. Il 18 per cento degli italiani non avrebbe problemi a recarsi in un pizzeria, ristorante, bar o supermercato gestito o legato alla criminalità organizzata purche’ i prezzi siano convenienti (9 per cento), i prodotti siano di buona/ottima qualità (5 per cento) o addirittura il posto sia vicino a casa (4 per cento). D’altra parte, il 67 per cento è d’accordo sul fatto che in certe zone d’Italia la criminalita’ organizzata ha saputo creare opportunita’ di lavoro. “Bisogna spezzare – dichiara il presidente Coldiretti Roberto Moncalvo – il circolo vizioso che lega la criminalità alla crisi, con interventi per favorire, soprattutto tra i piu’ giovani, l’inserimento nel mondo del lavoro. Perciò è stato avviato il portale della Coldiretti “Lavoro in campagna” per favorire l’incontro tra domanda e offerta occupazionale”.
La mafia però – denuncia Coldiretti – entra anche nei piatti, sulla spinta commerciale delle suggestioni di carismatici capoclan immortalati pure al cinema, da Al Capone, a Lucky Luciano e Don Vito Corleone. Ecco quindi finire sugli scaffali di tutto il mondo prodotti come il caffe’ “Mafiozzo”, i sigari “Al Capone”, la pasta “Mafia”, gli snack “Chilli Mafia”, l’amaro “Il Padrino” , il limoncello “Don Corleone”, il sugo piccante rosso sangue “Wicked Cosa Nostra” e le spezie “Palermo Mafia shooting”. E non è tutto. Nel mondo spopolano ristoranti e pizzerie “Cosa Nostra” e “Mafia”, e su internet è possibile acquistare il libro di ricette “The mafia cookbook”, oppure comprare caramelle sul portale www.candymafia.com e persino ricevere i consigli di mamamafiosa (www.mamamafiosa.com) con tanto di sottofondo musicale a tema.“Un oltraggio insopportabile, un vero schiaffo per l’Italia – dice Roberto Moncalvo, presidente della neonata Fondazione, che chiede l’intervento delle Istituzioni nazionali e comunitarie per porre fine al fenomeno.

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  1. E’ nato l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nell’agroalimentare | Con i piedi per terra

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