“Mafie in pentolino” per i bambini colpiti dal sisma a Mirandola

“Dopo Crevalcore, più forte diventa la volontà di raccontare ai bambini che cosa significa Mafia e che le mafie sono qualcosa che loro possono anche “mangiarsi” a merenda”. Tiziana Di Masi porta in scena Mafie in pentolino, la versione adattata per il pubblico “junior” del più noto Mafie in pentola, a Mirandola (Modena), nella tendopoli allestita per ospitare gli sfollati a seguito del terremoto che ha distrutto la città emiliana. È la seconda iniziativa di questo tipo, dopo la data di Crevalcore del 27 giugno.
Lo spettacolo si terrà lunedì 9 luglio, con inizio alle ore 15.30, nella tendopoli di fronte al circolo Aquaragia. A seguire la merenda della legalità, organizzata da Libera Emilia Romagna, con i prodotti di Libera Terra, dai terreni confiscati alle mafie.
“Ripartire, ricostruire una terra così colpita dalla natura, cominciando però dai più piccoli e dalla loro consapevolezza. Divertendoli, ma allo stesso tempo informandoli che le mafie non sono un’entità astratta, bensì una realtà che potrebbe infiltrarsi anche nella ricostruzione delle loro case. E che nessuno dica che sono temi troppo complessi per l’infanzia, perché 80 bambini a Crevalcore, il 27 giugno scorso, che si sono spontaneamente seduti ad aspettare ben 45 minuti prima dello spettacolo, e la loro partecipazione al dibattito su cosa è ‘mafia’ mi hanno fatto capire ben altro”.
Le prossime date: mercoledì 11 luglio a Follonica (Gr), sabato 14 luglio a Roma, martedì 17 luglio ad Arcore (Mb) con la grande festa per la centesima data dello spettacolo.
Scritto dal giornalista Andrea Guolo (Premio Vergani – Cronista dell’anno 2011), Mafie in pentola – Libera Terra, il sapore di una sfida è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative di Libera Terra dove, sui terreni un tempo in mano alle mafie, è nata una “bella economia” i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi. È uno spettacolo che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità. Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori.
È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone.
Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.
Il menù di Mafie in Pentola
Aperitivo
Friselle, taralli e olio extravergine d’oliva
Antipasti
Carciofi violetti di Brindisi ripieni, fritti e ripassati al forno (come li fanno a Mesagne)
Pane casereccio con patè di peperoncino piccante calabrese in olio extravergine d’oliva
Primi
Zuppa di Cicerchie, come la fanno a Portella della Ginestra (Sicilia)
Spaghetti di grano simeto con passata di pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto
Secondo
Mozzarella di bufala campana, dalle terre di don Peppe Diana (Campania)
Dessert
Il “padanissimo” torrone di Cascina Caccia (Piemonte)
Digestivo
Il limoncello di Bosco Falconeria (Sicilia)
Caffè (vietato offrirlo!)
Il tutto accompagnato dai vini Placido Rizzotto (Centopassi) e Hiso Telaray
info www.tizianadimasi.it sezione Mafie in pentola

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