Mais: a rischio raccolti per siccita’ e aflatossine

Un’annata difficile per le piantagioni di granturco, messe in crisi dalla siccità e ora alle prese con l’aflatossina, una tossina naturale prodotta da funghi microscopici, cancerogena, che può entrare nel metabolismo degli animali da allevamento attraverso mangimi contaminati. Lo afferma una nota di Area Science Park Trieste.
L’allarme è partito dal Veneto, dove buona parte del raccolto di quest’anno sarebbe inutilizzabile, al punto che si sta ventilando l’ipotesi di innalzare i limiti massimi delle aflatossine dettati dalle normative europee. Un espediente utile forse agli agricoltori, ma che non andrebbe incontro alle esigenze di massima sicurezza dei consumatori. La questione, che riguarda anche altre zone della Pianura padana, è molto delicata perché di mezzo c’è tutta la filiera che comprende anche l’alimentazione umana, attraverso le vacche da latte.
”Anche in Friuli Venezia Giulia abbiamo una situazione border line per quanto riguarda le aflatossine, proprio per le stesse motivazioni della vicina regione Veneto” spiega Manlio Palei, responsabile della Direzione centrale salute, integrazione sociosanitaria e politiche sociali della regione. ”Attualmente – aggiunge – stiamo monitorando la situazione con un extra piano voluto e concordato con il ministero della Salute. Verranno fatti dei controlli suppletivi su tutta la filiera a partire dagli essiccatoi pe finire ai depositi e stabilimenti latte. Per ora, a dire il vero, la situazione non sembra drammatica come nelle altre regioni coinvolte, ma aspetterei un minimo di riscontro documentale e scientifico per esprimermi meglio e con dati certi”. I produttori di mais intanto intensificano i controlli sul prodotto. I laboratori della ”Tecna” in Area Science Park Trieste stanno registrando in questi giorni un sensibile incremento nella richiesta di kit diagnostici per la verifica dei livelli di aflatossine.
”Stiamo cercando di soddisfare un numero crescente di ordini, soprattutto per il kit per l’aflatossina M1” spiega Maurizio Paleologo presidente dell’Azienda specializzata in diagnostica alimentare. ”Gli ordini provengono soprattutto da Veneto ed Emilia. In Friuli Venezia Giulia l’incremento c’è ma è minore”. Al tempo stesso un’altra azienda di Area ”Test Veritas” sta iniziando a ricevere richieste per un servizio di controllo degli ammassi di mais, degli insilati e del latte, da effettuarsi ”a domicilio” da parte di tecnici opportunamente addestrati. (AGI)

Un Commento in “Mais: a rischio raccolti per siccita’ e aflatossine”

  • fernirosso scritto il 26 settembre 2012 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 22:19

    pare che questo sia un vizio che persiste tra gli umani.Se i limiti non bastano per salvaguardare il guadagno di capitale è di capitale importanza alzare la soglia di rischio per salvare non salute ma il denaro. Capitale è la capitalizzazione, non è fondamentale la vita da cui tutti dipendiamo! Questa orribile configurazione mentale è il rischio e la tossina peggiore di cui l’uomo si nutre da troppo tempo ed è questo che avvelena il suo rapporto con la terra di cui è ospite,soltanto un ospite e un “passeggero” .
    fernanda ferraresso

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