Mais: Coldiretti, quotazioni prodotto italiano penalizzanti

mais 3
La Borsa merci di Bologna continua ad ignorare il mais italiano di qualità. Coldiretti Emilia Romagna ha denunciato il mancato riconoscimento delle quotazioni già da tre sedute di borsa: la prima volta – ricorda Coldiretti – in quanto non c’era stata quotazione, la seconda volta perché c’era stata la quotazione di 180 euro a tonnellata, inferiore di ben 15 euro rispetto al mais di importazione extracomunitario e, infine, questa settimana perché il comitato della Borsa merci ha deciso di mantenere il prezzo di sette giorni fa, sostenendo che non ci sono stati scambi commerciali di mais di qualità.
Tale decisione è stata presa nonostante i rappresentanti di Coldiretti in Borsa merci avessero chiesto parità di quotazioni tra mais nazionale di qualità e mais extracomunitario.
“È chiaro – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – che in questo modo i listini della Borsa rischiano di indurre in errore l’agricoltore se questi al momento della vendita non fosse a conoscenza che il suo prezzo di riferimento non sono i 180 euro ma i 195 del mais extracomunitario. Per evitare di essere penalizzati di migliaia di euro, chiediamo ai maiscoltori di difendere il loro diritto di essere remunerati per la qualità del loro prodotto e di chiedere l’applicazione del prezzo del mais extracomunitario”. Ciò comporta l’effettuazione delle opportune analisi sulle partite di mais consegnate ai centri di stoccaggio, e la loro determinazione merceologica in base alla effettiva qualità, in primis per l’assenza di micotossine.
“Ottenere un mais che rispetti i parametri di qualità – ricorda il presidente di Coldiretti Ferrara, Sergio Gulinelli – impone una attenta e oculata gestione agronomica, a partire dal seme utilizzato, dalle concimazioni, alle irrigazioni, ai trattamenti soprattutto contro la piralide, tutte operazioni che comportano un incremento dei costi di produzione e ovviamente una gestione aziendale più complessa. Tutti fattori che in questo momento vengono resi inutili da una quotazione pervicacemente contraria agli interessi degli agricoltori. E che incidono sulle prospettive di coltivazione di questo cereale nella nostra provincia, che da diversi anni registra un continuo calo di ettarato, da un picco nelle ultime sei annate agrarie, di oltre 47.100 ettari (nel 2011), con quasi 5 milioni di quintali di granella prodotta, a nemmeno 30.000 della scorsa annata 2015, con una produzione di poco più di 2 milioni e settecentomila quintali.
“Si tratta comunque – conclude Gulinelli – di una coltura importante per la nostra provincia ed è chiaro che su milioni di quintali, un paio di euro in più o in meno, possono fare la differenza nel bilancio di tante aziende agricole. Per questo insistiamo nella valorizzazione della qualità che deve essere riconosciuta agli agricoltori a fronte del loro lavoro ed essere un dato di trasparenza nei listini delle borse”.

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.