Mais, valore record alla borsa merci di Chicago


Con il crollo delle borse le quotazioni del mais sono praticamente raddoppiate in un anno e hanno raggiunto valori record al pari di quanto è avvenuto per l’oro e per gli altri beni rifugio. Emerge da una analisi della Coldiretti la quale evidenzia che nella chiusura settimanale delle quotazioni al Chicago Board of Trade, il mais per consegna a dicembre ha superato il valore di 7 dollari per bushel (18 centesimi di euro al chilo). “Si tratta – spiega la Coldiretti – della borsa merci più importante del mondo dove vengono trattate le materie prime agricole, dal mais al grano fino alla soia e all’orzo, al pari di quanto avviene per i titoli di borsa o le monete sui mercati finanziari e valutari. Da inizio anno la corsa dei prezzi del mais è stata ininterrotta con valori che nei mesi estivi hanno oscillato attorno al massimo storico di sempre”. L’andamento delle quotazioni dei prodotti agricoli – sottolinea ancora l’organizzazione agricola – è infatti sempre più fortemente condizionato dai movimenti di capitale che si spostano con facilità dai mercati finanziari a quelli dei metalli preziosi come l’oro fino alle materie prime come il mais. Nelle estati del 2009 e del 2010 il mais era quotato su valori dimezzati rispetto a quelli attuali, al di sotto dei costi di produzione. Le quotazioni influenzano l’andamento delle produzioni per le quali in Italia l’Istat stima al momento un aumento del 6 per cento delle superfici coltivate, anche se le previsioni dovranno essere confermate a fine settembre in un incontro al Ministero delle Politiche Agricole. Al momento – riferisce la Coldiretti – le prime stime del Ministero delle Politiche agricole si limitano alla previsione di un calo di superfici e raccolto per il grano e l’avanzata dell’orzo. Per il grano duro la produzione 2011 dovrebbe attestarsi sui 3,6 milioni di tonnellate, il 6% in meno rispetto allo scorso anno. Identico il discorso per il grano tenero, atteso a quota 2,8 milioni di tonnellate. Qui gli ettari seminati in meno sono stati 27mila, anche se il calo produttivo dovrebbe essere più contenuto (-1 per cento). (ANSA).

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