Maltempo: Clini, a Italia servono 40 miliardi in 15 anni

Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini spinge sulla deroga al Patto di Stabilità per sbloccare risorse utili ad un Piano di prevenzione del dissesto del suolo. Chiede che si intervenga “di nuovo” sulla commissione Europea “per avere risposte in fretta” perché è “assurdo” tenere bloccate risorse già disponibili. L’Italia avrebbe infatti bisogno di interventi per circa 40 miliardi nei prossimi 15 anni. Il contesto è quello che sta diventando tragicamente abituale: maltempo e alluvioni che in questi giorni stanno mettendo in ginocchio intere aree del nostro Paese. Per questo Clini parla di “storia attesa”, anche guardando alle “serie storiche” che “ormai da 20 anni” si ripetono. E per questo il Piano anti-dissesto del suolo, su cui già sta lavorando, è diventato ormai “urgente e prioritario”, anche come “misura infrastrutturale” per la crescita dell’Italia. In particolare, il ministro fa presente la necessità di andare oltre il Patto di Stabilità: “Il presidente Monti ha chiesto alla commissione Europea di liberare le risorse. Credo che quello che sta avvenendo in questi giorni suggerisca di intervenire di nuovo sulla commissione per fare in modo che le risposte arrivino in fretta”. Dobbiamo avere dalla “commissione Europea – osserva Clini – una risposta per le risorse pubbliche per attuare programmi di prevenzione” e liberare le “risorse bloccate dal Patto di Stabilità; è assurdo tenere bloccate queste risorse per ridurre il debito, il rischio è che il debito aumenti per correre dietro ai danni”, dal momento che i “costi delle riparazioni sono più alti di quelli della prevenzione”, di circa tre volte. Per aiutare l’Italia ad adattarsi a questo nuovo regime climatico Clini vuole dotare presto l’Italia del Piano contro il dissesto idrogeologico: “Bisogna assolutamente fare un programma nazionale di manutenzione e gestione del territorio. Non c’e dubbio che questa sia l’urgenza, una priorità e una misura infrastrutturale sulla quale in parte abbiamo già lavorato come governo” liberando “un miliardo negli ultimi 8 mesi per la prevenzione”. Poi, “stiamo rafforzando la capacità di intervento delle agenzie regionali”, e bisogna “rinunciare ai condoni”. Ma per Clini il programma sul suolo guarda ad un “lungo periodo, con interventi stabili; dobbiamo capire che si tratta di lavorare tutti i giorni e non soltanto quando c’é la pioggia”. La stima “per gli interventi necessari alla messa in sicurezza è di circa 40 miliardi di euro in un tempo di 15 anni. Serve un finanziamento annuale stabile pubblico di almeno 1,5-2 miliardi di euro per i prossimi 15 anni per affrontare i nodi critici della messa in sicurezza del territorio”. Quella di questi giorni, conclude il titolare dell’Ambiente, è una “storia per molti versi attesa perché siamo in presenza di variazioni climatiche caratterizzate da precipitazioni che in pochissimo tempo concentrano una grande quantità di acqua e mettono sotto stress sistemi abituati a regimi di piogge diverse”. Anche secondo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, che definisce i danni del dissesto idrogeologico un “disastro di Stato”, “quella che stiamo vivendo per l’ennesima volta è una triste routine”: Il bilancio degli ultimi 10 anni equivale ad un vero e proprio bollettino di guerra con danni che superano ampiamente i 50 miliardi di euro”. Per Bonelli la messa in sicurezza del territorio e la difesa del suolo sono le “priorità dell’Italia”. E per Ermete Realacci, responsabile Green Economy del PD, bisogna “spostare i fondi dalle grandi opere alla messa in sicurezza del territorio”, che gli eventi di questi giorni hanno confermato di “assoluta priorità”. (ANSA).

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