Maltempo: esperti, pro e contro dei cambiamenti climatici


Alluvioni, frane e dissesti, piogge intense e repentine. Il maltempo si abbatte sul nord Italia e piega Liguria e Toscana, in parte anche per colpa dei cambiamenti climatici, con aumento delle precipitazioni che negli ultimi 15 anni si è fatto sentire soprattutto nel Mediterraneo centrale. A confermarlo Massimiliano Pasqui, ricercatore dell’Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Cnr, secondo cui si tratta di “una classe di eventi intensi ascrivibili ai cambiamenti climatici”. Questo tipo di fenomeni – spiega l’esperto del Cnr – che vengono anche definiti ‘flash flood’, cioé ‘bombe d’acqua’ spingono il nostro clima ad assomigliare sempre tra le cause, l’aumento della temperatura superficiale del mare che offre energia a questi eventi calamitosi. Ma secondo Guido Visconti, professore di Fisica dell’atmosfera e oceanografia all’università de L’Aquila e direttore del Centro di eccellenza per la previsione di eventi meteorologici severi (Cetemps), il problema di queste piogge violente è che si “vanno ad impattare su una situazione sempre più deteriorata. La chiave – spiega Visconti – sta nel grosso problema del dissesto idrogeologico, i cambiamenti climatici non c’entrano”. Ma tra pro e contro sugli effetti dei cambiamenti climatici la comunità scientifica è divisa in modo diseguale: la maggioranza infatti propende verso un’accettazione dei mutamenti climatici. A sostenere che il riscaldamento globale, cioé l’aumento della temperatura media globale, non sia un’invenzione viene indicato anche nella recente ricerca (la più estesa ed indipendente sul tema) del team californiano dell’università di Berkeley, ‘Berkeley earth’: 39.000 stazioni (per le altre ricerche climatologiche se ne sono usate 7.280) e 1,6 miliardi di dati mostrano, infatti, l’evoluzione della temperatura terrestre degli ultimi 200 anni. E la conclusione principale parla di un aumento di un grado dal 1950 ad oggi, con le città che si scaldano più del resto di altre aree del Pianeta (anche se contano soltanto l’1% della superficie totale). Lo studio offre una “valutazione più trasparente” sull’innalzamento delle temperature medie. Tra gli obiettivi della ricerca affiancare gli scienziati dell’Ipcc (Intergovernmental panel on climate change) che studiano per conto delle Nazioni Unite i cambiamenti climatici, e supportare le scelte politiche internazionali di adattamento ai cambiamenti climatici e riduzione dei gas serra, in sede di vertice mondiale Onu (la Conferenza dell’Unfccc – United nations framework convention on climate change – quest’anno a Durban in Sud Africa a fine novembre).(ANSA).

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