Maltempo: in pericolo la molluschicoltura polesana

cozze foto di George74Filari di allevamento di mitili spezzati e stagnazione di acqua dolce, in particolare nella laguna di Marinetta, stanno innescando le prime morie di vongole veraci.
E’ il preoccupante esito dei primi sopralluoghi degli operatori mitilicoltori e venericoltori negli allevamenti in concessione demaniale bassopolesani, dopo le abbondanti precipitazioni che hanno messo in ginocchio il Veneto e le forti mareggiate che hanno spazzato il litorale polesano.
Impresapesca Coldiretti Rovigo rilancia l’appello alla regione del Veneto, al Genio civile e al Consorzio di bonifica Delta del Po affinche’ attivino i necessari interventi di tutela ambientale produttiva e di vivificazione.
“La laguna di Marinetta – affermano Massimo Lazzarin e Diego Crivellari, presidenti dei Consorzi Delta nord e Molluschicoltori veneti di Rosolina – e’ stata negli ultimi anni caratterizzata da frequenti morie, a causa dell’insufficiente ricambio idrico della laguna di Vallona, contigua a quella di Marinetta, accentuato dagli sbarramenti dovuti alle palificazioni artificiali e dall’interramento della bocca a mare di Porto Levante. La situazione presente accentua il ristagno di acqua dolce in Marinetta al punto da creare uno stress nei molluschi e nei casi piu’ gravi la loro moria”. Secondo i tecnici di Impresapesca Coldiretti Rovigo, negli allevamenti di mitili, ubicati in mare aperto da Porto Levante a Scardovari, si sono rilevate rotture dei filari di allevamento con la conseguente perdita del prodotto che sarebbe giunto a maturazione in primavera. Roberto Banin, presidente della Cooperativa mitilicoltori di Scardovari, ha iniziato in questi giorni, appena le condizioni meteo lo hanno reso possibile, la ricognizione dei danni all’interno delle aree di allevamento, ma i primi risultati stanno preoccupando gli allevatori in vista della prossima campagna di cozze a Scardovari. Per Impresapesca Coldiretti e’ prioritario attivare gli interventi di tutela ambientale produttiva negli ambienti lagunari del Delta del Po, che sono estremamente sensibili e tendono a mutare continuamente, interrandosi a causa dell’apporto dei sedimenti dai fiumi e dalle mareggiate. Per questo occorre intervenire con opere di vivificazione per non perdere in maniera irreversibile aree le cui eccellenze ittiche sono riconosciute a livello europeo.
(foto di George 74)

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