Manovra: Copagri, basta spremere agricoltori


“Occorre che ci si renda conto che dalle aziende agricole italiane non c’è più niente da spremere, gli agricoltori non sono più in grado di pagare e se si vuole che anche questo settore, come ha sempre fatto, continui a fare la sua parte nell’interesse del Paese servono misure sostenibili affiancate da interventi per lo sviluppo”. Lo afferma il presidente della Copagri, Franco Verrascina, commenta il minor aumento da 120 a 110 del coefficiente per il calcolo della tassazione dei terreni agricoli nella manovra. “Il Governo deve capire che la categoria dei produttori non è tra quelle detentrici di grandi patrimoni finanziari, tutt’altro, e la linea di sole tasse che si sta portando avanti porterà inevitabilmente – dice Verrascina – ad aggiungere altre decine di migliaia di aziende alle già troppe che hanno chiuso negli ultimi anni. A tale proposito la riduzione del moltiplicatore per il calcolo della tassazione dei terreni agricoli è qualcosa di assolutamente impalpabile, mentre ad esempio pende sempre la scure dell’assurda imposta sui fabbricati rurali che, ribadiamo, sono strumentali all’attività di produzione agricola, e l’aumento delle accise sui carburanti, che indirettamente innalza il monte costi delle aziende”.

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