Manovra: Federalimentare, con aumento Iva la spesa per il cibo sale a 600 mln


“Ogni prospettiva di rilancio dei consumi alimentari può venire ulteriormente compromessa da questo provvedimento”. Lo afferma il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua, commentando l’aumento dell’Iva dal 20 al 21% che riguarda circa un terzo dei consumi alimentari in Italia, e che porterà, secondo le stime dell’associazione confindustriale, a un esborso aggiuntivo per le famiglie italiane di circa 600 milioni di euro. “Un sacrificio di queste dimensioni – osserva Ferrua – avrebbe almeno dovuto contemplare una riduzione delle imposte dirette sul lavoro e sulle imprese”. Da cinque anni – ricorda Federalimentare – “i consumi alimentari domestici hanno contraddetto la loro antica caratteristica di rigidezza e anelasticità e hanno perso, in volume, quasi 9 punti percentuali. La stessa, buona dinamica dell’export dell’industria alimentare, che ha segnato un +10% in valuta nel primo semestre dell’anno, non basta a tamponare la flessione del mercato interno. Con al conseguenza che produzione alimentare viaggia quest’anno del tutto piatta (+0,1%)”. In particolare l’aumento dell’Iva – conclude Federalimentare – colpisce alcune fasce di prodotti alimentari di uso quotidiano da parte delle famiglie italiane, come acque minerali, vini e bevande a base di vino, birra, succhi di frutta, limonate, cole e altre bevande gassate, caffè e tè. (ANSA).

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