Marini (Coldiretti): contro gli sprechi recuperare il valore del cibo


Il cibo non è e non può essere considerato una merce qualunque: esso rappresenta “il sapore, la sostenibilità ambientale e sociale, l’equità, il territorio, la storia, la cultura”. Lo ha detto oggi il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, nel suo intervento al Forum del Barilla Center for Food and Nutrition (Bcfn), presso Università Bocconi di Milano. Secondo Marini è nell’interesse della collettività, e non solo del mondo agricolo, riconoscere i valori etici, sociali e culturali che il cibo racchiude, al fine di compiere “un passo in avanti per un modello di consumo e di produzione più sostenibile”. Considerare il cibo come un bene qualunque, da valutare in base al prezzo o al numero di calorie, “legittima infatti le speculazioni sulle materie prime che provocano fame e morte” nei Paesi più poveri e sprechi enormi nelle società più ricche, dove ci si sente autorizzati a buttare ciò che si paga. Proprio per evitare queste distorsioni nocive “è necessario che la società, la politica e l’impresa si adoperino affinché il processo produttivo sia il più sostenibile possibile e il prodotto più accessibile” e i cittadini sensibili al valore anche immateriale del cibo.

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