Marzo è il mese dei proverbi sul tempo

Agri 957_20130309_Tranche 03-1Il mese più ricco di proverbi riguardanti il tempo atmosferico, e soprattutto la sua imprevidibilità, è marzo. Tutto è possibile in questo mese: dalla neve al caldo sole, dalla pioggia torrenziale al vento secco ed impetuoso. Spesso, tutte queste condizioni, si avvicendano in un brevissimo tempo, come ricorda questo proverbio romagnolo: Merz e smarzegia, o che sofia, o che sblaca, o che pessa, che tradotto significa che “Marzo marzeggia, o che soffia (tira vento), o che nevica, o che urina (piove)”. Simile, tendente al pessimismo, questo proverbio parmense: März marzòn, tri cattiv e ‘n bòn (Marzo marzone, tre cattivi e uno buono), cioè che “Ad ogni giorno di marzo di bel tempo, ne seguiranno tre di cattivo tempo”.
Un proverbio che riassume i… proverbi di marzo, è ancora una volta romagnolo, grazie al quale posso introdurre anche i santi della settimana: Quând i Mèrtir i è arivè i su pruvirbi i vo purtê: se e’ dè di Mèrtir bon e srà, quaranta dè e piuvrà. Tradotto significa che “Quando i Martiri sono arrivati vogliono portare il loro proverbio; se il giorno dei Martiri sarà buono, pioverà per quaranta giorni”.
I martiri in questione sono i Quaranta Martiri di Sebaste, festeggiati il 9 marzo.
Fonti letterarie molto antiche narrano di quaranta soldati della Cappadocia che, durante la persecuzione di Licino, nel 320 d.C., furono arrestati in quanto cristiani, carcerati e torturati. Il supplizio durò a lungo e l’epilogo si ebbe quando vennero portati nudi su di uno stagno ghiacciato, e lì costretti a rimanere tutta la notte. Per esser certi che non fuggissero – dato che appartenevano alla XII Legione “fulminata” (cioè veloce) – gli aguzzini pensarono bene di spezzare loro le gambe.
Infine, un breve cenno ad un santo che detiene un primato poco invidiabile, dato che è il più giovane santo non martire della storia della Chiesa, san Domenico Savio. Morì poco prima di compiere i 15 anni di tubercolosi (o di colera), ma riuscì comunque a guadagnarsi la santità grazie a un’immensa fede e all’intercessione del suo padre spirituale, san Giovanni Bosco. Domenico Savio nato a Riva di Chieri, in Piemonte, nel 1842, fu l’allievo prediletto di Giovanni Bosco, che fin dal primo incontro restò colpito dalla fede e dalla determinazione di Domenico. Si narra infatti che il ragazzo avesse idee molto chiare sul suo futuro, e che al primo incontro con il suo padre spirituale si presentò con un biglietto con scritto “Mi aiuti a farmi santo”. Per sua intercessione avvennero diversi miracoli, tra i quali l’aver salvato la madre durante uno dei tantissimi parti . Per questo, è patrono della partorienti e, per la sua giovane età, dei pueri cantores (le voci bianche che tradizionalmente accompagnano con il canto la liturgia nella Chiesa cattolica). San Domenico Savio si festeggia il 9 marzo.

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