Matteo Bartolini (Cia) alla guida del Ceja

Matteo Bartolini
Matteo Bartolini e’ il nuovo presidente dei giovani agricoltori europei. L’imprenditore umbro e’ stato eletto alla guida del Ceja, che rappresenta 30 associazioni agricole e due milioni di produttori in tutta Europa. Ne da’ notizia la Cia, esprimendo grande soddisfazione per il risultato della votazione che si e’ tenuta oggi a Bruxelles nella sede del Consiglio europeo dei giovani agricoltori.
“L’agricoltura e’ un pilastro fondamentale per un’Europa migliore -ha detto Matteo Bartolini nel suo discorso di insediamento- Ed e’ per questo che il nostro impegno e’ diretto a favorire il ricambio generazionale nelle campagne europee, dove ancora soltanto il 7,5 per cento dei conduttori agricoli ha meno di 35 anni, nonostante sono proprio i giovani a rappresentare la componente piu’ dinamica e innovativa del settore”.
“Questa elezione – ha detto il presidente della Cia, Giuseppe Politi – rappresenta un importante riconoscimento dell’impegno dell’Italia, e dell’Agia in particolare, nel guidare il processo di rinnovamento dell’agricoltura europea, con la difesa dei redditi, la valorizzazione dell’impresa e uno sviluppo sostenibile che garantisca la sicurezza alimentare e la tutela ambientale”. Anche Luca Brunelli, presidente dell’Associazione dei giovani imprenditori della Cia, si unisce al plauso di Politi: “L’elezione di Bartolini e’ il frutto di un percorso iniziato tre anni fa e che ha coinvolto tutto il gruppo Agia nazionale -ha affermato-. Si tratta di un risultato doppiamente importante: non solo rappresenta un punto di partenza per affrontare le nuove sfide che ci attendono in Europa, ma ha messo in evidenza l’unita’ di tutte le organizzazioni giovani italiane che hanno votato compatte”.
“L’esempio italiano parla chiaro – ha ricordato Brunelli- Nel nostro Paese gli “under 35″ sono appena il 5,1 per cento del totale, ma riescono a moltiplicare la superficie agricola aziendale fino a quattro volte rispetto alla media, passando dai 7,9 ai 38,2 ettari. Non solo: hanno il 50% in piu’ di occupati per azienda (2,1 unita’ medie lavorative) e realizzano un fatturato superiore del 15 per cento rispetto ai colleghi ‘maturi’. Ecco perche’ bisogna sostenere chi decide di investire sul lavoro dei campi. L’agricoltura, in Italia e in Europa, non puo’ sopravvivere se le nuove generazioni restano fuori dal mercato”. Oltre al presidente nazionale dell’Agia, la delegazione presente nella capitale Ue, era composta dal vicepresidente Gabriele Carenini e supportata dalla Cia di Bruxelles.(AGI)

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