Maxisequestro falsi alimenti bio: i commenti

guardia finanza“Esprimo tutto il mio apprezzamento per l’operazione congiunta condotta dall’Ispettorato Centrale della Tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari e dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pesaro: le sinergie che si sviluppano da tali forme di collaborazione assicurano la più ampia tutela del consumatore e degli operatori e la difesa dell’intero comparto agroalimentare”. Commenta così il ministro delle politiche agricole, Mario Catania, l’operazione ‘Green War’ che ha portato al sequestro di 1.500 tonnellate di mais proveniente dall’Ucraina, falsamente certificato come bio e 30 tonnellate di soia indiana con prodotti chimici vietati, destinata all’alimentazione zootecnica. In particolare, fa notare il ministero, le società nazionali che avevano la gestione finanziaria e il controllo di aziende in Moldavia e Ucraina, per sottrarsi al sistema di controlli, provvedevano allo sdoganamento delle merci a Malta, presso una società gestita da personale italiano, per poi destinarle in Italia; in un’occasione, i prodotti hanno viaggiato su gomma transitando presso la dogana di Trieste-Fernetti.
“L’aumento record dei consumi bio del 7,3% in Italia nel 2012 rende ancora più grave la mancanza dell’obbligatorietà dell’indicazione di origine sugli alimenti, che ha favorito il boom delle importazioni con il moltiplicarsi di truffe a danno di produttori e consumatori”. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per il maxisequestro della Gdf. Ad essere danneggiate, continua la Coldiretti, sono anche le circa 50mila aziende agricole italiane che coltivano bio su una superficie di oltre 1 milione di ettari.
“A dispetto della crisi il bio continua a crescere in termini di consumi e fatturato, diventando proprio per questo sempre più spesso bersaglio di frodi e sofisticazioni alimentari” afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori. Ora più che mai è necessario mantenere alta l’attenzione sul settore, spiega la Cia, intensificando i controlli soprattutto sui prodotti importati da Paesi terzi non in equivalenza, ossia dove metodi di produzione e organi di controllo non sono ritenuti uguali ai nostri.
“Episodi come questo devono spingere la Commissione Ue a impegnarsi maggiormente nelle verifiche sui sistemi di controllo degli altri Paesi dell’Unione europea. Proprio lo scarso controllo della UE è, infatti, la causa principale della frode a cui assistiamo oggi – avverte Confagricoltura – Il prodotto veniva sdoganato a Malta per poi arrivare nel nostro Paese”. “Il nostro sistema – fa presente Confagricoltura – è molto più rigido e proprio la scorsa settimana l’ente di accreditamento italiano (Accredia) ha sospeso un importante ente di certificazione del biologico per alcune gravi mancanze, proprio nel settore dell’importazione di mangime bio”. “Siamo per la tolleranza zero verso il falso biologico – afferma Confagricoltura -. Tutte le più gravi frodi alimentari degli ultimi due anni hanno riguardato prodotti di importazione (gli importatori esclusivi del biologico sono solo 63) che stanno mettendo in seria difficoltà le oltre 46000 aziende biologiche che vedono la propria attività screditata di riflesso”.“La Commissione europea – ha sollecitato infine Confagricoltura – deve approvare i codici doganali specifici per il bio, da troppo tempo rinviati, e sospendere il regime di equivalenza ai paesi extra UE, da cui è pervenuto il prodotto contraffatto”.
“E’ una frode che mette in evidenza la necessità di una riforma del sistema di controllo, una maggiore vigilanza da parte del ministero e un impegno da parte dell’Ue nel sorvegliare efficacemente le frontiere. Commenta così l’Aiab il sequestro di falsi prodotti bio, precisando che “occorre sviluppare filiere nazionali interamente bio per supportare i nostri agricoltori e garantire ai cittadini prodotti biologici sicuri”. Secondo il presidente Alessandro Triantafyllidis, questa frode alimentare ha messo in luce le ormai note debolezze del settore, su cui è necessario intervenire al più presto. Nel caso vengano evidenziate ditte e persone già coinvolte in altre truffe, aggiunge Triantafyllidis, non deve essere più data loro la possibilità di operare in questo settore. Diventa assolutamente prioritario, nell’ambito dei negoziati Pac, garantire risorse e strumenti per realizzare filiere cerealicole nazionali biologiche e promuovere un piano nazionale per la produzione di proteine vegetali, come la soia, a supporto di filiere Ogm free, con indicazione prioritaria per il settore biologico nel quadro di una crescita al ricorso a mangimi proteici di importazione.
“Come Federazione diamo atto alla Magistratura, alla Guardia di Finanza e all’Ispettorato Centrale Repressione Frodi di essere intervenuti a tutela del settore biologico nazionale e ci mettiamo come sempre a piena disposizione per collaborare alle indagini e per isolare i delinquenti”. Lo afferma Paolo Carnemolla, presidente di Federbio, Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, a proposito del maxi sequestro di falsi prodotti bio. Per alcune produzioni, in particolare per quelle destinate all’alimentazione degli animali, come soia, girasole, mais e altri cereali, ricorda il presidente, l’Italia è deficitaria e deve rifornirsi all’estero di parte del suo fabbisogno, anche perché manca una qualsiasi strategia a livello ministeriale e regionale per incentivare tali coltivazioni. Non è un caso che proprio questa tipologia di prodotti, conclude il presidente, sia coinvolta nel maxi sequestro, a dimostrazione della necessità di uno strumento efficace che controlli in particolare le transazioni con l’estero. A questo proposito Federbio ricorda che ha firmato l’accordo per la prima piattaforma informatica internazionale per la tracciabilità dei prodotti bio, la cui operatività è prevista da luglio 2013 che censirà certificazioni e produzioni anche delle aziende straniere che dovessero diventare fornitrici delle imprese in Italia.

Un Commento in “Maxisequestro falsi alimenti bio: i commenti”

  • Guida ai Prodotti Biologici scritto il 2 maggio 2013 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 14:58

    Finalmente un articolo che rende giustizia. I prodotti biologici hanno tanto di etichetta che va consultata prima, proprio per assicurarsi l’esatta provenienza biologica dei cibi ed evitare fregature.
    Segnalo inoltre un importante articolo che spiega appunto le etichettature biologiche qui: http://www.squidoo.com/vendita-prodotti-biologici-online.

    Complimenti per l’articolo esastivo.

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