Meno giorni di pesca e fermo retribuito: le proposte di Legapesca contro la crisi


Adottare subito un provvedimento a costo zero per ridurre i giorni di pesca da abbinare a un fermo estivo 2012 adeguatamente retribuito per armatori ed equipaggi. A proporlo è la Legapesca, secondo cui pescare meglio e meno per la tutela delle risorse e del lavoro, è l’uovo di Colombo per affrontare con nuovi strumenti la gravissima emergenza della filiera ittica nazionale. “Sulla base dell’esperienza consolidata negli anni, la riduzione dei giorni di pesca – spiega il presidente di Legapesca Ettore Ianì – consentirebbe di fronteggiare nel contempo il sovrasfruttamento delle risorse e i nuovi rialzi del costo del carburante, con positivi risultati sui prezzi di vendita alla produzione; una vera boccata d’ossigeno, di fronte ad una eccezionale crisi di redditività che espone sempre più imprese al rischio di un vero e proprio tracollo”. Insomma, per la Legapesca, pescare meno si traduce in uno strumento di sostenibilità ambientale, per diminuire lo sforzo di pesca e salvaguardare le risorse, ma anche di sostenibilità economica, per consumare meno, ridurre le spese di gestione e vendere meglio sui mercati. “Non sarà un toccasana – conclude Ianì – ma costituisce una premessa indispensabile per iniziare a risalire la china”.

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